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Incendio nel locale di Crans-Montana: il rogo partito dal soffitto, la fuga bloccata, il flashover

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, è stato in visita all’Ospedale Niguarda di Milano, dove sono arrivati in elicottero i primi tre cittadini italiani rimasti feriti nella tragedia

crans montana

Potrebbe essere una fotografia, circolata nelle ultime ore sui media svizzeri e sui social network, a fornire un primo riscontro visivo alle testimonianze raccolte dopo il devastante incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana. L’immagine, non ancora attribuita ufficialmente, mostrerebbe quelli che potrebbero essere stati i momenti immediatamente precedenti all’innesco del rogo.

Nella foto si vedono diversi ragazzi intenti ad agitare verso l’alto bottiglie sulle quali è stata applicata una fontana pirotecnica, capace di generare una pioggia continua di scintille. In alto, a ridosso del soffitto del locale, si distingue chiaramente un punto in cui la copertura prende fuoco. Si tratterebbe di un materiale sintetico, simile a una spugna fonoassorbente, utilizzato per attutire i rumori e rivestire il soffitto basso della sala sotterranea.

L’immagine, pur priva di una conferma ufficiale sulla data e sul luogo esatto in cui è stata scattata, sembrerebbe coincidere con quanto emerge da alcuni video che avrebbero ripreso le primissime fasi dell’incendio e con le ricostruzioni fornite da numerosi testimoni oculari.

La ricostruzione: il flashover e il panico

Secondo le ricostruzioni più accreditate, l’incendio sarebbe scoppiato intorno all’1.30, nel momento di massimo affollamento del locale. Le scintille sprigionate dalle fontane pirotecniche — o, secondo altre versioni, la fiammata di un petardo — avrebbero raggiunto il soffitto, innescando le prime fiamme.

Da lì, il rogo si sarebbe sviluppato con una dinamica da flashover: il rapido accumulo di calore sotto il soffitto e la diffusione dei gas di combustione avrebbero provocato, in pochissimi secondi, il passaggio da un incendio localizzato a uno generalizzato. Una propagazione fulminea, probabilmente favorita proprio dalla presenza di materiali sintetici altamente infiammabili.

Il panico si è diffuso immediatamente. Le persone presenti nel piano interrato si sono riversate in massa verso la scala che conduceva all’unica uscita, mentre anche chi si trovava al piano terra ha tentato di fuggire dalla stessa via. I due flussi di persone, provenienti dall’alto e dal basso, si sono scontrati sulla scala stretta, intasando l’unica possibilità di salvezza mentre il fumo rendeva l’aria irrespirabile e le fiamme avvolgevano il locale.

Le vittime e l’attesa delle famiglie

Il bilancio resta drammatico. Circa 40 le vittime, ma il numero non è ancora stato stabilito con certezza. L’identificazione dei corpi è tuttora in corso e potrebbe richiedere diversi giorni, se non settimane. Lo ha confermato anche questa mattina un portavoce della polizia cantonale, sottolineando l’estrema difficoltà del lavoro a causa dell’elevato numero di morti e delle condizioni in cui sono stati rinvenuti i corpi.

Le autorità sono in costante contatto con le famiglie, alle quali viene garantito anche supporto psicologico, mentre molti parenti restano in attesa di notizie definitive.

Il punto sugli italiani coinvolti

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di tempi lunghi per l’identificazione delle vittime. «Ci vorranno settimane per comprendere di chi si tratta», ha dichiarato in collegamento con Quarto Grado su Rete4.

Al momento sono stati identificati una dozzina di cittadini italiani ricoverati negli ospedali svizzeri, mentre il numero complessivo degli italiani coinvolti sarebbe di 19 persone. Il ministro ha rinnovato l’appello ai familiari di eventuali dispersi affinché si mettano in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina o con l’ambasciata italiana.

Nella notte l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, è stato in visita all’Ospedale Niguarda di Milano, dove sono arrivati in elicottero i primi tre cittadini italiani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. Si tratta di una ragazza di 29 anni e due ragazzi di 16 anni, tutti in condizioni critiche: i pazienti sono intubati e presentano ustioni estese sul 30–40% del corpo. I tre sono stati affidati alle cure del Centro grandi ustioni del Niguarda, struttura di riferimento nazionale per questo tipo di emergenze.

La Regione Lombardia ha confermato che l’ospedale è pronto ad accogliere ulteriori feriti, con la disponibilità immediata di 18 posti letto, nell’ambito del piano di maxi emergenze attivato nelle ore successive alla tragedia.

Le indagini

Le autorità svizzere mantengono la massima cautela. Un’inchiesta è stata formalmente aperta per accertare le cause del rogo e verificare eventuali responsabilità. Al momento non viene ipotizzato il dolo, ma l’attenzione degli inquirenti si concentra sulle condizioni di sicurezza, sulla gestione della serata e sull’uso di materiali e dispositivi potenzialmente pericolosi in un ambiente chiuso e affollato.

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Pubblicato il 02 Gennaio 2026
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