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Universal Design: la nuova frontiera dell’architettura

Si tratta di un approccio inclusivo al design che punta allo sviluppo di soluzioni destinate a tutti, compresi anziani, bambini e persone affette da disabilità e che hanno bisogno di utilizzare dispositivi medicali di diversa natura

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Da qualche anno il mondo dell’architettura ha volto il proprio sguardo verso un nuovo concetto di progettazione: l’Universal Design. Si tratta di un approccio inclusivo al design che punta allo sviluppo di soluzioni destinate a tutti, compresi anziani, bambini e persone affette da disabilità e che hanno bisogno di utilizzare dispositivi medicali di diversa natura.

Il primo a parlare di Universal Design fu Ronald Mace, un architetto della North Carolina State University, nel 1985. A causa della poliomielite Ronald Mace era costretto a muoversi sulla sedia a rotelle sin da bambino e da architetto dedicò tutto sé stesso allo sviluppo di questa nuova filosofia architettonica che prevede la creazione di edifici ed ambienti senza barriere architettoniche.

I principi dell’Universal Design

Sulla scia di questo nuovo concetto architettonico nel 1997 i professionisti appartenenti a diverse discipline del Center for Universal Design della North Carolina University ha dato vita ai sette principi dell’Universal Design: uso equo, flessibilità di utilizzo, uso facile ed intuitivo, percettibilità delle informazioni, tolleranza per gli errori, minimo sforzo fisico, spazi e misure adatti per l’approccio e per l’uso.

Sulla base dei sette principi dell’Universal Design sono tantissimi gli architetti di tutto il mondo che si sono dedicati alla progettazione di ambienti su misura per persone affette da disabilità, eliminando così tutti i problemi e le barriere architettoniche che possono sorgere all’interno di un’abitazione e non solo.

Universal Design e dispositivi di supporto

Le moderne soluzioni di design garantiscono la maggiore adattabilità, la sicurezza e la vivibilità degli spazi domestici nel pieno rispetto delle esigenze delle persone affette da disabilità.

L’obiettivo è quello di far coesistere in maniera armonica design, domotica e tecnologia. Sono diversi, infatti, i dispositivi a supporto delle persone affette da disabilità che possono essere utilizzati all’interno di un’abitazione. Il sollevatore per disabili, ad esempio, è un dispositivo destinato al sollevamento ed al trasferimento di persone affette da grave disabilità motoria.

Si tratta di una soluzione perfetta per garantire una certa mobilità alle persone in sedia a rotelle o allettate nelle varie stanze dell’abitazione che richiede uno studio attento degli spazi a disposizione per permettere tutti gli spostamenti in maniera agevole.

Il sollevatore è semplice da utilizzare ed è disponibile in diverse forme come, ad esempio, il sollevatore elettrico, il sollevatore idraulico ed il verticalizzatore che agevola la movimentazione della persona che ha limitate facoltà motorie ed ha bisogno di un supporto per portarsi dalla posizione seduta alla posizione eretta.

Tali strumenti vanno inseriti all’interno di un contesto confortevole e realizzato su misura per le persone affette da disabilità. La camera da letto, ad esempio, deve essere pensata e realizzata per soddisfare le necessità di chi ha difficoltà motorie. Occorre, ad esempio, strutturare uno spazio sufficiente per utilizzare i vari ausili medicali permettendo così a chiunque di spostarsi in autonoma attraverso l’utilizzo di una sedia a rotelle o un sollevatore.

Per quanto riguarda le dimensioni della stanza esistono dei parametri minimi di riferimento. Per una stanza con letto singolo la superficie minima è di 11 metri quadrati, mentre per una camera matrimoniale la superficie minima è di 14 metri quadrati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 Giugno 2021
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