Alla LIUC si parla di capitale spirituale: persone, relazioni e valori che fanno impresa
In Biblioteca la presentazione del libro di Massimo Folador, un confronto sul patrimonio invisibile delle aziende e sul ruolo di fiducia, senso e bene comune nelle scelte d’impresa
C’è una ricchezza delle imprese che non compare nello stato patrimoniale e che nessun bilancio riesce a misurare fino in fondo. È fatta di fiducia, relazioni, valori condivisi, capacità di dare un senso al lavoro. È quello che Massimo Folador chiama “capitale spirituale”, tema al centro dell’incontro in programma mercoledì 28 ottobre alle 18 alla Biblioteca LIUC di Castellanza, nell’ambito del ciclo “Conversazioni in Biblioteca”.
CAPITALI INVISIBILI
L’occasione è la presentazione del nuovo libro di Folador, Il Capitale spirituale. Un patrimonio per chi fa impresa, pubblicato da Guerini Next. Docente di Business Ethics e sviluppo sostenibile alla Liuc, Folador parte da una domanda tanto semplice quanto decisiva: che cosa dà davvero valore a un’impresa?
Accanto ai capitali che siamo abituati a misurare (finanziario, produttivo, tecnologico) ne esistono altri meno visibili ma non meno determinanti. Il capitale umano e quello relazionale, innanzitutto, e alla loro radice quel capitale spirituale che riguarda il modo in cui le persone attribuiscono senso al proprio lavoro e costruiscono rapporti autentici dentro e fuori l’organizzazione.
NON È UNA QUESTIONE RELIGIOSA
Non si tratta di sovrapporre la religione alla gestione aziendale, né di proporre una formula astratta per manager alla ricerca di facili ricette. La riflessione di Folador affonda piuttosto in una tradizione che attraversa la storia dell’economia civile italiana, a cominciare da Antonio Genovesi fino ad Adriano Olivetti, l’impresa è anche il luogo in cui interesse individuale e bene comune possono incontrarsi.
IL FUTURO DI FARE IMPRESA
In un tempo segnato da incertezza e trasformazioni rapide, il capitale spirituale diventa così una possibile chiave per interrogarsi sulla qualità delle decisioni, sulla responsabilità di chi guida un’organizzazione e sul futuro stesso del fare impresa. Perché il profitto resta necessario, ma da solo non racconta tutto ciò che rende un’azienda solida e capace di durare. A discuterne con Folador saranno Luciano Traquandi, docente di Psicologia della complessità per l’impresa alla LIUC, e Adriano Artuso, amministratore delegato di Def International.
A moderare l’incontro sarà il giornalista Davide Cionfrini, direttore di Varesefocus.
Il capitale spirituale, ciò che il bilancio non sa raccontare










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