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Krinzia, il punto di vista di una figlia quando il cancro entra in casa

Krinzia aveva 13 anni quando Rita le comunicò la diagnosi di tumore al seno: nel podcast racconta la paura, i silenzi vissuti durante la pandemia e una crescita personale segnata dalla forza della madre

krinzia 0048


Aveva 13 anni quando sua madre Rita le disse di avere un tumore al seno. Da quel momento, per Krinzia iniziò un percorso fatto di paura, silenzi e domande, ma anche di crescita e di una nuova consapevolezza sul valore della vita. È la storia raccontata in una puntata del podcast 0048 Mission is possible, dedicata questa volta alla malattia osservata attraverso gli occhi di una figlia.

Tutto cominciò sul divano di casa. Rita era appena rientrata da alcuni controlli e decise di parlare direttamente con la figlia. Krinzia, allora alle scuole medie, non aveva ancora gli strumenti per comprendere fino in fondo cosa significasse una diagnosi di tumore.

La sua prima risposta fu semplicemente «Ok». Solo dopo, una volta tornata nella propria camera, arrivarono le lacrime. A farle capire la gravità della situazione furono soprattutto la preoccupazione dei genitori e la percezione che qualcosa, nella quotidianità della famiglia, sarebbe inevitabilmente cambiato.

La diagnosi e il silenzio durante la pandemia

Ad accompagnare quei primi mesi ci fu anche una circostanza particolarmente difficile. Circa un mese dopo la diagnosi arrivò infatti la quarantena per il Covid-19, con la conseguente chiusura delle scuole e la drastica riduzione delle occasioni di incontro con amici e coetanei. Per una ragazza già molto riservata significò affrontare gran parte delle proprie emozioni in solitudine. Krinzia racconta di aver avuto la tendenza a tenere tutto dentro, vivendo nei momenti in cui era sola preoccupazione, ansia e anche rabbia.

All’esterno, però, cercava di mantenere la propria normalità. Nei rapporti con gli altri e nella vita scolastica riusciva a non far pesare quello che stava accadendo in famiglia, continuando per quanto possibile a vivere un’adolescenza serena.

La forza di Rita per proteggere la normalità dei figli

Un ruolo decisivo lo ha avuto Rita. Pur dovendo affrontare terapie e difficoltà, la madre ha cercato fin dall’inizio di proteggere i figli dal peso della malattia, rassicurandoli e provando a mantenere invariati i ritmi della famiglia. È proprio quella capacità di affrontare il percorso oncologico con determinazione e positività ad aver lasciato il segno più profondo in Krinzia. Con il passare degli anni, la paura iniziale ha lasciato spazio a uno sguardo diverso.

Vedere la madre affrontare la malattia senza rinunciare alla propria vita ha aiutato la ragazza a ridimensionare molti problemi quotidiani e a comprendere quanto possa essere importante non dare per scontati i momenti trascorsi insieme alle persone care.

L’incontro con “Le 0048” e una nuova fiducia

Nel racconto trova spazio anche l’esperienza di Rita con il gruppo Le 0048, che ha rappresentato una nuova tappa nel suo percorso. L’incontro con altre donne con esperienze simili le ha permesso di ritrovare fiducia in se stessa e di vivere la malattia anche attraverso momenti di condivisione, leggerezza e socialità. Tra questi ci sono anche le sfilate e le iniziative vissute insieme ai figli, occasioni che hanno trasformato un’esperienza difficile in qualcosa capace di generare nuovi legami e ricordi positivi.

Per Krinzia, il percorso iniziato a 13 anni è diventato così anche un passaggio verso l’età adulta. Quella diagnosi, pur entrando bruscamente nella vita familiare, le ha insegnato nel tempo ad accettare ciò che non può essere controllato, a non lasciarsi sopraffare dalle emozioni negative e soprattutto a riconoscere il valore delle piccole cose.

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Pubblicato il 19 Ottobre 2026
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