Rho illumina Villa Burba di arancione per ricordare le vittime delle migrazioni
Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre Villa Burba con le luci arancioni diventerà segno di memoria e solidarietà nei confronti delle vittime delle migrazioni nel Mediterraneo
Per celebrare la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, promossa dal Comitato 3 Ottobre, il Comune di Rho ha scelto di illuminare di arancione la facciata di Villa Burba. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre la villa di corso Europa con le luci arancioni diventerà segno di memoria e solidarietà nei confronti delle vittime delle migrazioni nel Mediterraneo.
«Il colore arancione che proponiamo di adottare simboleggia i fumogeni di soccorso lanciati in mare per chiedere aiuto – spiega il Comitato 3 Ottobre -. Un segnale di emergenza e allo stesso tempo di speranza. Illuminare un luogo della città in arancione rappresenta un atto concreto di memoria, solidarietà e responsabilità collettiva. I Comuni hanno un ruolo centrale nei percorsi di accoglienza, inclusione e tutela dei diritti di richiedenti asilo e rifugiati. Il coinvolgimento degli enti locali è fondamentale per costruire una memoria condivisa e una cultura del rispetto della vita umana».
«Ricordare il 3 ottobre 2013, quando 368 persone persero la vita nei pressi di Lampedusa, nel tentativo di raggiungere l’Europa in cerca di una vita migliore, è un dovere civico – aggiunge il vicesindaco Maria Rita Vergani, referente per i percorsi di memoria -. Quella notte morirono uomini, donne e bambini, fu una delle più gravi catastrofi marittime nel Mar Mediterraneo e noi la ricordiamo più volte durante l’anno, grazie al legame profondo nato con Vito Fiorino, ricordato nel nostro Giardino dei Giusti e molto attivo nelle nostre scuole: lui e altri pescatori salvarono alcune vite in quella occasione e non possono dimenticare le mani tese di chi non ce l’ha fatta. Ricordare il passato perché eventi simili non accadano più è fondamentale: come Comune celebriamo questa Giornata sottolineando il valore della memoria e dell’accoglienza».










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