L’ASST Ovest Milanese tra i centri di eccellenza della nuova rete regionale di Chirurgia vascolare
L'Ospedale di Legnano è tra le 17 strutture lombarde di Gruppo A, abilitate a trattare l'intera patologia aortica, comprese le forme più complesse
C’è anche l’ASST Ovest Milanese tra i centri di eccellenza della nuova rete regionale di Chirurgia vascolare, istituita dal Pirellone per «rendere ancora più omogenea, sicura ed efficace l’assistenza sul territorio regionale, organizzando le strutture in base alle competenze, alle tecnologie disponibili, ai volumi di attività e agli esiti delle cure», con l’obiettivo di «indirizzare ogni paziente verso la struttura più adatta alla complessità della sua patologia, assicurando percorsi condivisi tra ospedali e professionisti e garantendo, soprattutto nei casi di emergenza, il trasferimento tempestivo verso i centri in grado di effettuare il trattamento necessario».
La nuova rete sarà articolata in tre gruppi, con funzioni differenti: il gruppo A comprende i centri in grado di trattare l’intero spettro delle patologie dell’aorta, comprese quelle più complesse e quelle che richiedono interventi avanzati con endoprotesi personalizzate o ramificate, ed è in questo gruppo che è stato inserito l’Ospedale di Legnano.
«Il posizionamento deriva dall’applicazione di criteri espliciti e verificabili – spiegano dall’ASST Ovest Milanese -: l’analisi dei dati del Programma Nazionale Esiti e dei flussi delle schede di dimissione ospedaliera relativi al periodo 2023-2025. A Legnano ogni anno vengono eseguiti oltre 600 interventi di cardiochirurgia. In aggiunta, un centinaio di operazioni riguarda le varie patologie dell’aorta e altre 50 sono considerate ad elevata complessità e vengono realizzate in collaborazione fra la Cardiochirurgia e la Chirurgia Vascolare. La rete aziendale, oltre all’Ospedale di Legnano, coinvolge tutti gli altri presidi, in base alle differenti esigenze e complessità».

«Il riconoscimento del Gruppo A per l’Ospedale di Legnano è la conferma, su base oggettiva di un percorso costruito negli anni – sottolinea Francesco Laurelli, direttore generale dell’ASST Ovest Milanese -. Regione Lombardia ha valutato volumi di attività, esiti, dotazione tecnologica e requisiti organizzativi: essere collocati nel livello più alto della Rete significa che la nostra azienda risponde a standard che pochi centri in Lombardia possono garantire». «È un risultato che appartiene ai professionisti dell’ASST Ovest Milanese – aggiunge il direttore sanitario Valentino Lembo – e rafforza il ruolo di Legnano come punto di riferimento per un territorio ampio, all’interno di una rete regionale che valorizza la concentrazione delle competenze proprio dove queste producono i migliori risultati clinici. Il nostro impegno ora è consolidare e sviluppare ulteriormente questa posizione, investendo sui professionisti oltre che in tecnologia, formazione e organizzazione».
«La letteratura scientifica è chiara – spiega il dott. Germano Di Credico, direttore del Dipartimento Cardio Vascolare e della Cardiochirurgia di Legnano -: l’organizzazione in rete della chirurgia vascolare secondo criteri di volume, esito e distribuzione territoriale, si traduce in una riduzione della mortalità e delle complicanze. Il Gruppo A non è un’etichetta, è la responsabilità di trattare i quadri più complessi con la sicurezza che questi richiedono. A Legnano questa capacità si fonda su un modello di lavoro multidisciplinare che nel Dipartimento Cardiovascolare ha già una sua espressione consolidata nell’Heart Team: cardiochirurghi, cardiologi, emodinamisti, anestesisti, chirurghi vascolari e gli altri specialisti coinvolti nel percorso condividono dati clinici, esami e caratteristiche del paziente, mettendo a confronto le diverse opzioni terapeutiche prima di arrivare alla decisione. Un Heart Team non nasce accostando specialisti diversi, ma si costruisce nel tempo, attraverso una crescita professionale e culturale comune. È questa cultura del confronto che permette di scegliere, caso per caso, tra chirurgia tradizionale, tecniche mininvasive e procedure interventistiche, valutando benefici, rischi e caratteristiche individuali. La tecnologia non sostituisce la competenza: la amplifica».
«L’inserimento nel Gruppo A valorizza la stessa impostazione che caratterizza l’attività cardiovascolare dell’ASST Ovest Milanese – conclude il dott. Emidio Costantini Brancadoro, direttore S.C. Chirurgia Vascolare – : un percorso di cura articolato e personalizzato, nel quale l’accesso chirurgico è uno degli elementi di una strategia complessiva e non un obiettivo in sé. Open surgery, tecniche mininvasive e procedure endovascolari non sono percorsi contrapposti, ma strumenti differenti da valutare in funzione del singolo caso: l’età e le condizioni generali del paziente alle patologie associate, le caratteristiche anatomiche e la tipologia della malattia. Lo stesso approccio prosegue oltre il momento decisionale e oltre la sala operatoria, accompagnando il paziente dalla preparazione all’intervento alla gestione post-operatoria e al follow-up».









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