Graduatorie insegnamento a Milano e provincia, Cgil: “Boom di specializzati sul sostegno. Carenze alla primaria, esubero alle superiori”
Secondo il sindacalista ci sono troppi docenti specializzati sul sostegno nelle scuole superiori e troppo pochi nella scuola primaria, dove invece i posti vacanti sono molti di più
Sono circa 80mila le nuove domande di inserimento nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) della provincia di Milano che comprende l’area dell’Alto Milanese. Complessivamente le graduatorie contano almeno 170 mila posizioni relative a tutti gli ordini e gradi di scuola. I dati sono stati illustrati dall’Ufficio scolastico provinciale nel corso dell’ultimo incontro di informativa sindacale. Per supportare la valutazione delle domande sono state coinvolte 28 scuole secondarie, delegate dall’Ufficio scolastico provinciale. Il 31 luglio sono state inoltre pubblicate le graduatorie di prima fascia dei docenti specializzati sul sostegno, che comprendono complessivamente 5.753 aspiranti. Di questi, 118 appartengono all’infanzia, 360 alla scuola primaria, 1.817 alla secondaria di primo grado e 3.458 alla secondaria di secondo grado.
A colpire è soprattutto il dato relativo alle scuole superiori, dove gli specializzati sono più numerosi di quelli presenti, complessivamente, negli altri ordini di scuola. Un dato che, secondo il sindacalista della Flc Cgil Legnano Pippo Frisone, evidenzia uno squilibrio rispetto al reale fabbisogno. «Nella scuola primaria si concentrano 2.623 posti di sostegno, dei quali 1.379 risultano disponibili e vacanti, ma nelle GPS figurano soltanto 360 docenti specializzati – osserva Frisone -. Alle superiori, invece, le cattedre di sostegno sono 1.494, gli alunni con disabilità sono 5.151 e gli specializzati inseriti nelle graduatorie sono 3.458, circa duemila in più rispetto ai posti in organico». Per il sindacalista, le ragioni di questo fenomeno risalgono al 2020, quando molti aspiranti docenti della scuola secondaria di secondo grado individuarono nella specializzazione sul sostegno una delle strade più rapide per l’immissione in ruolo, anche attraverso la prima fascia delle GPS. «Da allora si è registrato un boom di iscrizioni ai percorsi di specializzazione – afferma il sindacalista -, sia ai TFA organizzati dalle università italiane sia ai corsi conseguiti in altri Paesi dell’Unione europea, soprattutto in Spagna e Romania. Nell’ultimo anno si sono aggiunti l’XI ciclo del TFA, con oltre 30 mila posti, i corsi Indire per i docenti con almeno tre anni di servizio sul sostegno, con altri 10 mila posti, e ulteriori 4 mila percorsi destinati ai possessori di un titolo estero».
Nello stesso periodo, prosegue Frisone, è invece diminuito il numero di iscritti ai corsi di Scienze della formazione primaria e, di conseguenza, quello degli aspiranti specializzati per infanzia e primaria. «Il risultato è che già nell’anno scolastico 2025-2026 circa un migliaio di specializzati della secondaria di secondo grado non è riuscito a ottenere neppure uno spezzone di supplenza dalle GPS – afferma Frisone -. Oggi ci troviamo davanti a un vero paradosso: dove i posti sono numerosi, come nella primaria, mancano gli specializzati; dove invece le cattedre sono meno, come alle superiori, gli specializzati sono in eccesso. Occorre tornare a una programmazione seria dei corsi di specializzazione su base regionale e provinciale, rendere più snelle le procedure concorsuali e garantire un reclutamento capace di assorbire il precariato sui posti vacanti nel rispetto della normativa europea. Allo stesso tempo bisogna offrire a chi sceglie di lavorare nella scuola stipendi adeguati al costo della vita e alla media europea, valorizzando una professione dalla quale dipende il futuro delle nuove generazioni e del Paese».









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