Cambia Rescaldina: “Il 25 aprile trasformato ancora in un giorno di una sola parte”
All'indomani della cerimonia per l'81° anniversario della Liberazione, a Rescaldina la celebrazione "spacca" la politica
«A Rescaldina, ancora una volta, il 25 aprile è stato trasformato in un giorno di una sola “parte”». All’indomani della cerimonia per l’81° anniversario della Liberazione, a Rescaldina la celebrazione “spacca” la politica, con il centrodestra che stigmatizza la «piazza diventata teatro e megafono di propaganda politica» e richiama al «rispetto delle istituzioni e dei ruoli di chi le rappresenta, che non possono e non devono essere piegate al proprio comodo».
«Il 25 aprile del 1945 la radio del Comitato Nazionale di Liberazione da l’ordine di insurrezione in tutto il territorio nazionale – sottolinea Luca Perotta, capogruppo di Cambia Rescaldina -. Da allora il 25 aprile fu Festa della Liberazione . Questo è dunque il giorno in cui trionfa la democrazia, il giorno in cui un popolo decide di liberarsi dal giogo nazi-fascista. Si dovrebbe, perciò, rendere omaggio a tutti coloro che con coraggio e sacrificio hanno restituito agli italiani la libertà. Dovremmo ricordare tutti i partigiani, ma anche i militari, i civili che hanno sacrificato la loro vita al Paese».
«Eppure, a Rescaldina, ancora una volta, il 25 aprile è stato trasformato in un giorno di una sola “parte” e la piazza è diventata teatro e megafono di propaganda politica – aggiunge Perotta -. Voli pindarici della presidente dell’Anpi e del sindaco, per ricordarci che la vittoria del “no” al referendum sulla giustizia è stata una vittoria dei custodi antifascisti della Costituzione, e per spiegarci che i regimi totalitari, in fondo, non sono tutti ugualmente totalitari».
«Ci piace ricordare Sciascia, uomo di cultura e intellettuale profondamente antifascista, quando scriveva: “Il più bell’esempio di fascista in cui ci si possa oggi imbattere, è quello del sedicente antifascista, unicamente dedito a dar del fascista a chi fascista non è” – conclude il capogruppo del centrodestra in consiglio comunale -. Non riteniamo che sia troppo pretendere che anche a Rescaldina le celebrazioni nazionali tornino ad essere quel terreno neutro dove storia e cultura si fondono nei pensieri politici, nel rispetto delle loro diversità e pluralità. E non è troppo pretendere anche a Rescaldina il rispetto delle istituzioni e dei ruoli di chi le rappresenta, che non possono e non devono essere piegate al proprio comodo».










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