Dal Castello al PalaLegnano per una Legnano che “vive bene”. Sprint finale per la maratona elettorale di Radice
Rush finale per la campagna elettorale del sindaco uscente Lorenzo Radice, che si ripresenta alle urne la promessa di una Legnano che «vive bene»
Il sindaco uscente Lorenzo Radice sfida la cabala e sceglie un venerdì 17, quando mancano ormai solo una manciata di settimane alle elezioni amministrative a Legnano, per dare il via alla sua campagna elettorale. O meglio al rush finale di una campagna elettorale di fatto iniziata già da mesi – se mai in città, dopo la tornata amministrativa del 2020, è davvero finita -, che vede il centrosinistra prepararsi alla volata portando alle urne la promessa di una Legnano che «vive bene».

La scommessa di una Legnano “vitale, veloce, innovativa e equa”
«Oggi la richiesta forte è quella di una città che vive bene, capace di alzare la qualità della vita di tutti i giorni, non smettendo di far sognare tutti noi cittadini per un futuro migliore», ha spiegato Lorenzo Radice presentando il programma della sua coalizione, affiancato da Paola Barbazza (Fare Centro con Radice), Eligio Bonfrante e Mario Brambilla (Insieme per Legnano – Legnano Popolare), Roberto Casero (riLegnano) e Giacomo Pigni (PD).
E per Radice e i suoi «una città vive bene quando è vitale e aumenta la qualità della vita nell’immateriale, nella cultura, ma anche negli spazi, nella manutenzione del verde, nella pulizia, nel decoro, nella sicurezza, nella qualità della rete stradale – ha sottolineato il candidato -. Una città vive bene con l’innovazione: Legnano ha un potenziale enorme che dobbiamo mettere a sistema per investire sulla formazione, sul lavoro, nel facilitare chi fa impresa e nel realizzare la smart city, la città intelligente che usa i dati per costruire politiche e servizi sempre migliori».
«Poi c’è la velocità – ha aggiunto Radice -: questa città negli ultimi anni ha dimostrato che quando vuole sa correre, ma dobbiamo usare la leva che abbiamo messo in moto con il PGT e le aree dismesse che finalmente stanno iniziando a ripartire per sbloccare i nodi urbanistici e quelli della mobilità. L’ultimo punto, ma forse il più importante, è la città equa, non solo per non lasciare indietro i più fragili, ma per fare in modo che attraverso l’equità ognuno possa tirare fuori il meglio di sé stesso».

I “sogni” del Castello e del PalaLegnano
Se i fondi del PNRR sono finiti o quasi, la maggioranza uscente non ha finito i «sogni» per il futuro della città. Quello di un «centro dalla stazione al Sempione», ad esempio, che Radice e i suoi contano di realizzare con la «leva urbanistica» della riqualificazione di aree come la ex Franco Tosi, la Manifattura e la stazione. O quello di «una Legnano più fluida all’interno, ma anche molto più connessa con l’esterno», con «il Malpensa Express a Legnano» e la ferrovia trasformata in «una metropolitana per i legnanesi, con connessioni ogni dieci minuti con Milano».
Poi c’è «un piano casa accessibile» per una città dove «stanno crescendo velocemente il numero di abitanti e il valore immobiliare», ma che per restare «inclusiva, dinamica, attrattiva» deve fare i conti «anche con i problemi che iniziano ad arrivare», come «quello di una casa che non più accessibile per tante persone che lavorano o vengono a Legnano, magari anche temporaneamente, portando il loro capitale umano».
L’agenda elettorale fissata dal centrosinistra continua poi con la conclusione della ristrutturazione del Castello, inserita nel più ampio quadro di «un masterplan per tutta l’area» che lo circonda, «oggi in una posizione ideale per vivere la vita all’aria aperta, per fare cultura, sport, eventi, anche in sinergia con altri Comuni». E con un «PalaLegnano, un’arena coperta polifunzionale che serva sicuramente agli sport legnanesi di alto livello, ma che viva tutto l’anno come luogo dove fare concerti al coperto, convention, organizzare fiere ed eventi», da studiare «con la comunità e coinvolgendo i privati».
«Dobbiamo continuare a fare politica in mezzo alla gente, con le idee ben ferme su dove vogliamo portare la città, ma con la capacità di ascoltare e di costruire insieme – ha concluso Radice -. Legnano ha contare su di noi e potrà contare su di noi anche domani: abbiamo ancora più voglia, ancora più energia di cinque anni fa».








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