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Sette generazioni sull’Olona. La lezione della Tronconi srl tra radici, innovazione e filiera

Da Bergoro di Fagnano Olona al mercato globale, la storia di una famiglia che lavora il tessile dal 1597. Giuseppe Tronconi, appena riconfermato alla guida del gruppo Tessile e Abbigliamento di Confindustria Varese, racconta il valore della manifattura, della filiera corta e dell’innovazione che non annulla il saper fare

Confindustria varese varie

C’è un punto, nella Valle Olona, in cui la storia industriale del Varesotto smette di essere un romanzo e prende la forma concreta di una continuità rara: sette generazioni della stessa famiglia dentro la stessa vocazione manifatturiera.
È la storia della Gaspare Tronconi Industriale srl di Fagnano Olona, impresa che affonda le sue radici nel 1597, quando Giovanni Pietro Tronconi avviò il primo insediamento a Bergoro, lungo il fiume che per secoli ha dato acqua, forza motrice e identità al lavoro tessile.
Oggi quella tradizione è arrivata alla settima generazione e continua a misurarsi con un mercato globale che cambia velocemente, senza perdere il legame con il territorio. A raccontarlo è Giuseppe Tronconi, appena riconfermato presidente del gruppo merceologico Tessile e Abbigliamento di Confindustria Varese.
Gli imprenditori sono tali perché il loro sguardo è proiettato in avanti. La sua dunque non è una lettura celebrativa del passato, ma una riflessione sul perché un’impresa riesca a stare sul mercato per oltre quattro secoli.
«Il segreto – spiega l’imprenditore – è nella passione per il proprio lavoro e nell’amore per la propria terra». Un’idea che nella vicenda dei Tronconi coincide con l’Olona. Non solo un corso d’acqua, ma la “linfa di vita” di un’attività nata con il candeggio al prato*, passata attraverso le prime tinture e arrivata fino alle lavorazioni odierne, nel segno di una continua capacità di adattamento.

L’IMPORTANZA DEL CONTESTO PRODUTTIVO

Il valore di questa storia emerge ancora di più se la si colloca dentro il quadro tracciato alla Liuc di Castellanza nel roadshow promosso da Confindustria Lombardia e Confindustria Varese per presentare al corpo consolare le filiere industriali lombarde. In quell’occasione Paola Margnini, responsabile del Centro Studi di Confindustria Varese, ha descritto una provincia piccola per dimensioni, ma densissima dal punto di vista produttivo, capace di esprimere un peso manifatturiero e una capacità di export superiore alla propria taglia.

Confindustria varese varie
nella foto Paola Margnini resp. Centro Studi Confindustria Varese

L’ECOSITEMA DEL TESSILE

Il tessile, in questo ecosistema, non è un residuo del passato. È piuttosto un nodo che continua a dialogare con meccanica, chimica, meccano-tessile, università e centri di ricerca. L’incontro del 24 marzo scorso alla Liuc era dedicato proprio al tessile tecnico e alle eccellenze locali. È qui che la traiettoria secolare della Tronconi srl diventa esemplare. Perché il cuore della competitività varesina non sta solo nel produrre tessuto, ma nel trasformarlo, nobilitarlo, dargli prestazioni, mano e identità.
Il finissaggio, che Margnini indica come uno dei veri punti di forza del distretto, è esattamente il terreno su cui aziende con una lunga esperienza riescono ancora a fare la differenza. Il tessile bianco diventa prodotto ad alto valore aggiunto grazie a competenze che non si improvvisano e che nel Varesotto si sono sedimentate nel tempo. È una manifattura che continua a evolvere e che oggi guarda ai mercati dello sport, del lavoro tecnico, dell’automotive, del medicale, dell’arredo e perfino dell’aerospazio.

TEMPI DURI PER L’IMPRESA

Tronconi, del resto, non nasconde la durezza di questa fase storica. L’instabilità geopolitica, la fragilità delle catene di fornitura e una domanda internazionale meno prevedibile impongono prudenza. I dati del comparto varesino raccontano insieme forza e incertezza. L’ecosistema conta 145 aziende e oltre 4.700 addetti, con export (dato 2025) oltre il miliardo di euro, ma con timori diffusi per l’andamento produttivo dei primi mesi del 2026. In questo contesto, la risposta non può essere la rinuncia. Per Giuseppe Tronconi la risposta passa invece dalla capacità di serrare i ranghi lungo tutta la filiera e di tenere vicine le competenze, da valle a monte, puntando anche su una supply chain corta e territoriale.

LA STORIA DI UN MESTIERE E L’INNOVAZIONE 

Anche l’innovazione, per l’impresa di Fagnano Olona, va letta in questa chiave. «L’intelligenza artificiale – osserva Tronconi – incide ancora poco in un’attività che resta profondamente manifatturiera, ma i nuovi impianti stanno portando tecnologia crescente nei processi».
Resta però un confine preciso e per il momento invalicabile nemmeno da reti neurali e algoritmi. Nel tessile l’occhio umano, il tatto, la capacità di leggere un tessuto restano decisivi.

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* un antico metodo naturale per sbiancare tessuti delicati, come lino e cotone, stendendoli su prati umidi. Sfrutta l’azione combinata della luce solare, dell’umidità e dell’ossigeno per rimuovere le impurità, agendo in modo delicato senza danneggiare le fibre con agenti chimici.

 

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Pubblicato il 30 Marzo 2026
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