La scuola è donna: i dati sul lavoro femminile nell’istruzione e lo sciopero del 9 marzo
Otto insegnanti su dieci sono donne. La FLC CGIL richiama l’attenzione sulla condizione femminile nella scuola e proclama uno sciopero per lunedì 9 marzo
La scuola italiana è sempre più femminile e l’8 marzo diventa occasione per riflettere sulla presenza delle donne nell’istruzione. Il sindacalista della FLC CGIL Legnano Pippo Frisone richiama i dati sulla femminilizzazione della scuola e annuncia lo sciopero previsto per lunedì 9 marzo in scuole, università ed enti di ricerca.
I dati sulla presenza femminile nella scuola
Nel comparto istruzione la presenza delle donne è nettamente prevalente. Otto insegnanti su dieci sono donne, pari all’81,3% del totale. La quota sale quasi alla totalità nella scuola dell’infanzia, dove le docenti raggiungono il 99,1%, e resta molto alta nella primaria con il 94,6%. La percentuale scende nei gradi scolastici successivi. Nella scuola media le insegnanti sono il 76,4%, mentre alle superiori la quota si attesta al 65,9%. Anche tra gli studenti emerge un divario di genere. Le ragazze non solo sono numericamente più presenti, ma registrano anche risultati scolastici migliori. Dopo i 14 anni la maggior parte prosegue negli studi nei licei a indirizzo umanistico, mentre i ragazzi scelgono più spesso licei scientifici e istituti tecnici. Il dato emerge anche nelle lauree. Tra i giovani tra i 25 e i 34 anni il 38% delle donne è laureato, contro il 25% degli uomini.
Dispersione scolastica e accesso al lavoro
Le differenze si evidenziano anche nella dispersione scolastica. Nel 2025 il fenomeno riguarda il 6,7% delle ragazze contro il 10,7% dei coetanei maschi. Anche l’abbandono degli studi segue lo stesso andamento: coinvolge il 7,1% delle ragazze e il 12,2% dei ragazzi. La situazione cambia però quando si passa dal sistema educativo al mercato del lavoro. I giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, vedono una presenza femminile più alta: 16,6% contro il 13,8% degli uomini. Anche nelle lauree scientifiche STEM il divario resta marcato. Le donne rappresentano il 16,5%, mentre gli uomini arrivano al 38,1%.
Stipendi, precarietà e la mobilitazione sindacale
Secondo Frisone, la condizione delle lavoratrici della scuola resta segnata da diversi squilibri: «Il divario degli stipendi del personale della scuola non risente della differenza di genere al proprio interno, ma si discosta dal resto del pubblico impiego – spiega il sindacalista -. A parità di laurea, ministeriali ed enti locali percepiscono circa 6mila euro annui in più». Il confronto con gli altri Paesi europei resta inoltre penalizzante secondo Frisone: «Da tempo condividiamo l’ultimo posto in classifica con Cipro e i Paesi dell’Est, con medie attorno ai 27mila euro». Alla questione salariale si affianca quella della precarietà. «Se ai bassi stipendi aggiungiamo la precarietà – afferma il sindacalista -, ne vien fuori una condizione femminile discriminata nei luoghi di lavoro e nella società, dove prevale ancora una cultura maschilista e patriarcale che legittima le tante forme di violenza contro le donne». Per quanto riguarda lo sciopero del 9 marzo il sindacalista ha commentato: «Per questo motivo la FLC CGIL ha proclamato una giornata di sciopero per lunedì 9 marzo. La mobilitazione coinvolgerà il personale della scuola, delle università e degli enti di ricerca. Per riaffermare i diritti delle donne la FLC CGIL proclama per lunedì 9 marzo un’intera giornata di sciopero».









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