Legnano accoglie la fiamma olimpica: l’emozione dei tedofori, persone comuni entrate nella storia
L'intervista ai tedofori che hanno portato la fiamma olimpica a Legnano, persone comuni, catapultate per un giorno sotto i riflettori
Mercoledì 4 febbraio Legnano ha vissuto una giornata destinata a restare nella memoria collettiva: la fiamma olimpica ha attraversato la città, accolta dall’entusiasmo di bambini, famiglie e curiosi, tutti uniti dallo stupore di vedere dal vivo uno dei simboli più iconici dei Giochi Olimpici.
Tra i numerosi portatori della fiamma olimpica protagonisti della tappa legnanese, abbiamo intervistato Davide Maggioni, tedoforo n° M068, che ha avuto l’onore di portare la fiamma lungo le vie di Corso Italia. Un percorso breve, ma carico di significato, affrontato con emozione e profondo senso di responsabilità. Davide ha preso parte a questa esperienza grazie a un concorso promosso dalle Olimpiadi Invernali, un’opportunità che gli ha permesso non solo di vivere un momento storico, ma anche di avvicinarsi a giovani e bambini, contribuendo a diffondere i valori olimpici di inclusione, rispetto e condivisione.
«È stata un’emozione incredibile», racconta, colpito soprattutto dalla partecipazione calorosa della città e dall’affetto ricevuto lungo il percorso.
Il passaggio finale della fiamma olimpica a Legnano è affidato a Matteo Conti, ultimo tedoforo della città. Per lui l’emozione è stata grandissima: «Far parte di una macchina così grande è un onore», ha raccontato, spiegando come alla consapevolezza di appartenere a una realtà immensa come quella olimpica si sia accompagnato un forte senso di responsabilità, amplificato dagli sguardi, dagli applausi e dalle centinaia di smartphone puntati su di lui. I tedofori passati da Legnano non sono famosi e non sono nemmeno stati comunicati tutti i nomi. Legnanonews sta cercando un elenco non disponibili. Ma questo poco importa.
È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del viaggio della fiamma olimpica: i tedofori non sono solo personaggi famosi, ma anche persone comuni, catapultate per un giorno sotto i riflettori. Un’esperienza nuova, intensa, molto diversa da quella vissuta da figure abituate alla visibilità mediatica, come influencer o star internazionali – basti pensare a nomi come Loretta Grace o Snoop Dogg (tedofori per la città di Busto Arsizio e Gallarate).
La vera forza delle Olimpiadi sta qui: nell’unione totale tra persone diverse, famose e non, tutte mosse dagli stessi ideali. Perché, almeno per un giorno, la fiamma olimpica rende tutti protagonisti della stessa storia.
Nella foto il tedoforo legnanese Andrea Cadei, che ha corso nella tappa di Vigevano, con sindaco e assessori dell’amministrazione comunale di Legnano.














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