Il Vigile del Fuoco di Legnano Di Lena va in pensione: 35 anni al servizio della sicurezza e del territorio
Entrato nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco il 3 dicembre 1990, dopo la laurea in Ingegneria Civile (indirizzo Idraulica) all’Università di Bari, Di Lena ha legato tutta la sua vita professionale al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano
Dopo trentacinque anni di servizio nei Vigili del Fuoco, l’ingegner Tommaso Di Lena di Legnano ha raggiunto il traguardo della pensione il 1° gennaio 2026, chiudendo una carriera intensa, ricca di responsabilità, interventi complessi e profondo impegno umano. Un percorso professionale che egli stesso guarda oggi con soddisfazione: «Sono arrivato a questo traguardo con grande soddisfazione per il lavoro svolto come ingegnere dei Vigili del Fuoco».
Una carriera iniziata nel 1990
Entrato nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco il 3 dicembre 1990, dopo la laurea in Ingegneria Civile (indirizzo Idraulica) all’Università di Bari, Di Lena ha legato tutta la sua vita professionale al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano, dove ha scelto di operare sin dall’inizio e dove ha prestato servizio ininterrottamente per tutta la carriera. Una scelta consapevole, mai messa in discussione: «Ho scelto il Comando dei Vigili del Fuoco di Milano perché svolge interventi di ogni tipologia e complessità. Sono una persona curiosa, le novità mi hanno sempre affascinato. È una scelta di cui non mi sono mai pentito: ho trascorso qui tutti i miei 35 anni di servizio». Fin dai primi incarichi ha dimostrato solide capacità organizzative e tecniche. Tra i ruoli iniziali, la gestione dell’Officina e del parco automezzi del Comando, occupandosi di circa 200 mezzi e della formazione degli autisti, in un’attività quotidiana svolta a stretto contatto con il personale operativo. «La gestione dell’officina e del parco automezzi è stato un incarico impegnativo ma formativo: circa duecento mezzi, la manutenzione, i collaudi e la formazione degli autisti. Era un lavoro quotidiano a fianco del personale operativo, che mi ha insegnato moltissimo», ricorda. Parallelamente, Di Lena ha ricoperto il ruolo di funzionario responsabile del soccorso tecnico urgente, coordinando interventi particolarmente delicati, dagli incidenti stradali con sostanze pericolose agli incendi industriali e ai rilasci di nubi tossiche. «Ogni intervento richiede lucidità, competenza e capacità di decidere in fretta. Ricordo situazioni estremamente delicate, come incidenti con sostanze pericolose o incendi industriali, affrontate sempre con grande attenzione alla sicurezza di tutti». Numerosi gli eventi che hanno segnato in modo indelebile la sua carriera. Tra questi, le alluvioni del fiume Olona, che lo hanno portato a diventare un punto di riferimento tecnico per la messa in sicurezza del territorio. «Le alluvioni del fiume Olona mi hanno permesso di conoscere a fondo quel territorio e di contribuire concretamente alla sua messa in sicurezza. È stato un lavoro lungo, tecnico, ma di grande utilità per la collettività».
Dal Pirelli al terremoto all’Aquila
Tra le esperienze più drammatiche, il disastro aereo di Linate dell’8 ottobre 2001, vissuto in prima linea insieme a tutto il Comando di Milano. «Il disastro di Linate è stato uno dei momenti più difficili della mia carriera. Le operazioni di soccorso e il recupero delle vittime hanno messo a dura prova noi Vigili del Fuoco, anche dal punto di vista psicologico». Proprio da quella tragedia nacque l’esigenza di un supporto strutturato per il personale: «Da quell’esperienza drammatica è nata la consapevolezza dell’importanza del supporto psicologico post-intervento: un aiuto fondamentale per lavorare negli anni successivi con maggiore resilienza». Di Lena ha inoltre partecipato alla gestione di grandi emergenze e di eventi di rilevanza nazionale e internazionale: dal crollo del Grattacielo Pirelli nel 2002 al terremoto dell’Aquila del 2009, fino al coordinamento della sicurezza per manifestazioni imponenti come il 7° Incontro Mondiale delle Famiglie, il Vertice ASEM ed EXPO Milano 2015. Proprio in occasione dell’Esposizione Universale ha ricevuto un elogio ufficiale per l’impegno straordinario e la professionalità dimostrata. «EXPO è stato un evento eccezionale per complessità e dimensioni. Il nostro obiettivo era garantire la sicurezza senza creare allarmismi, gestendo milioni di visitatori e situazioni potenzialmente critiche con professionalità e coordinamento».
La cultura dell’emergenza e il futuro
Accanto all’attività operativa, non è mai venuto meno il suo impegno nella diffusione della cultura della sicurezza, nella formazione, nelle esercitazioni e nelle iniziative sociali. «La cultura della sicurezza è sempre stata un mio obiettivo, non solo negli interventi ma anche nella formazione, nelle esercitazioni e nelle attività sociali. La sicurezza non è solo tecnica, è soprattutto attenzione alle persone». Emblematica, in questo senso, la lunga collaborazione con l’associazione Sole nel Cuore, dedicata ai ragazzi con disabilità: «L’esperienza con i ragazzi disabili dell’associazione Sole nel Cuore è stata una delle più intense dal punto di vista umano: noi Vigili del Fuoco, abituati a prestare soccorso, abbiamo ricevuto moltissimo». Nel congedarsi dal Corpo, Tommaso Di Lena guarda al suo cammino professionale con gratitudine, ricordando anche una scelta personale importante, mai rimpianta: «Ho rinunciato più volte alla carriera di Comandante per restare vicino alla mia famiglia: una scelta che non mi ha mai tolto le soddisfazioni professionali che cercavo quando decisi di entrare nel Corpo». Con la sua pensione si chiude una pagina significativa per il Comando dei Vigili del Fuoco di Milano e per il territorio, ma resta l’eredità di un professionista stimato e di un uomo che ha fatto della sicurezza, della competenza e del servizio agli altri una vera missione.









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