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Epifania e Treccani: parole, simboli e significati tra storia e tradizione

Guardando qua e là sul vocabolario online della Treccani troviamo i significati di Epifania, Befana, Magi e mirra, termini che raccontano molto più di una semplice tradizione. Così vi raccontiamo questa festa attraverso le parole

Befana

L’Epifania, celebrata il 6 gennaio di ogni anno, è una festa che unisce dimensione religiosa, popolare e linguistica. Attorno a questa ricorrenza ruotano parole antiche, cariche di significato simbolico che la lingua italiana ha conservato e trasformato nel tempo. Guardando qua e là sul vocabolario online della Treccani troviamo i significati di Epifania, Befana, Magi e Mirra, termini che raccontano molto più di una semplice tradizione. Così vi raccontiamo brevemente questa festa attraverso il significato di queste quattro parole.

L’Epifania: una manifestazione divina

Come si legge su Treccani, Epifania è un termine greco che significa “manifestazione”, usato in senso religioso dai Greci per indicare l’azione di una divinità che palesa la sua presenza attraverso un segno (visione, sogno, miracolo ecc.). Nel mondo cristiano il termine definisce la festa, di sicura origine orientale (certo non precedente al 3° sec.), commemorativa delle manifestazioni divine di Gesù Cristo: il battesimo di Gesù nel Giordano, l’adorazione da parte dei Magi e il primo miracolo a Cana. Quindi in Occidente si ricorda la venuta e l’adorazione dei Magi che celebrano la rivelazione di Gesù al mondo pagano. Da ricordare anche che Epifane fu soprannome di vari principi ellenistici e poi anche della dea Roma, indicante il concetto che il sovrano o la città dominante è dio presente, apparso in Terra.

La Befana: dal sacro al popolare

Il termine Befana deriva etimologicamente da Epifania (dal latino epiphanĭa), e in origine indicava semplicemente la festa religiosa. Nel linguaggio popolare, però, la parola ha assunto un valore autonomo e fortemente simbolico. La Befana è la personificazione dell’Epifania: una figura femminile anziana, descritta come brutta ma benefica, che secondo la tradizione scende di notte dai camini per lasciare doni e dolci ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi. Un’immagine che porta a suggestioni più antiche, legate al ciclo dell’anno e al mondo contadino, ovvero relativi al raccolto ormai pronto per rinascere come il nuovo anno. È una festa che racchiude quindi antichi culti europei, come quello celtico, legati all’inverno boreale, non a caso si tratta sempre di una personificazione al femminile dell’inverno sempre raffigurata come una vecchia vestita di stracci.

Generico 05 Jan 2026

I Magi: sacerdoti, sapienti e re

I Magi sono figure centrali del racconto evangelico dell’Epifania. Il termine indica originariamente i sacerdoti dell’antica religione persiana, ai quali la tradizione greca attribuiva capacità di astrologi e indovini. In particolare sono attribuiti alla religione iranica e la loro funzione e il loro ruolo storico sono stati a lungo oggetto di dibattito tra gli studiosi. Secondo una prima interpretazione, essi sarebbero stati i sacerdoti della religione politeistica praticata nella Media, che inizialmente avrebbero opposto resistenza alla riforma zoroastriana, per poi diventare una componente essenziale anche della nuova religione. Studi più recenti tendono però a ridimensionare questa lettura, sottolineando come la maggior parte della documentazione presenti i Magi soprattutto come sacerdoti dello zoroastrismo. Le funzioni di esorcisti, indovini e fattucchieri, da cui deriva il termine “magia”, risultano invece attribuite prevalentemente dagli autori greci e romani, che li confondevano con i Caldei e conoscevano solo i cosiddetti “Magi ellenizzati”. Nel Vangelo di Matteo i Magi assumono un significato simbolico e religioso: descritti come “Magi d’Oriente”, guidati da una stella, giungono a Betlemme per rendere omaggio a Gesù bambino, offrendogli oro, incenso e mirra. Solo in una tradizione agiografica successiva, probabilmente a partire dal numero dei doni, essi vengono fissati nel numero di tre e definiti re, a partire dal III secolo. I nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre compaiono invece in fonti attestabili dal VI secolo. I Magi rappresentano simbolicamente nella religione Cristiana il riconoscimento universale di Cristo.

La mirra: profumo, medicina e simbolo

Tra i doni offerti dai Magi compare la mirra, una sostanza preziosa fin dall’antichità. Si tratta di una gommoresina ricavata da piante del genere Commiphora, utilizzata come profumo, medicamento e antisettico. Oggi la mirra è usata in profumeria, nella preparazione di dentifrici e prodotti di vario tipo, mentre in passato è stata usata anche come astringente e carminativo. La mirra era conosciuta dagli Egiziani, che la impiegavano anche nei rituali di imbalsamazione, e viene citata nei Vangeli sia come dono a Gesù bambino sia come sostanza usata per ungere il corpo di Cristo prima della sepoltura. Un elemento che racchiude quindi un forte valore legato alla regalità ma anche alla sofferenza e alla morte. Curiosità la mirra viene citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, specificamente l’Inferno, Canto XXIV, verso 111, dove viene descritta la morte e rinascita, dopo cinque secoli di vita, della mitica Fenice usando il nardo, una resina aromatica, tra le sostanze che compongono il suo nido finale prima di risorgere dalle ceneri. È un riferimento all’immortalità e alla rigenerazione, collegando il mito pagano al simbolismo cristiano.

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Pubblicato il 05 Gennaio 2026
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