Quantcast

West Nile virus, Amcli chiarisce dubbi e perplessità sulla infezione trasmessa dalla zanzara

Ad intervenire il microbiologo legnanese Pierangelo Clerici presidente Amcli. La presenza di alcuni casi di infezione da West Nile virus (WNV) nel Nord Italia stanno destando una certa preoccupazione tra i cittadini

zanzare

La presenza di alcuni casi di infezione da West Nile virus (WNV) nel Nord Italia stanno destando una certa preoccupazione tra i cittadini. Per questo il presidente di AMCLI, Pierangelo Clerici, Direttore U.O. Microbiologia A.S.S.T Ovest Milanese, è intervenuto sul tema per fare chiarezza.

L’esperto legnanese ha risposto ad alcune domande ribadendo che l’impegno di AMCLI è quello di promuovere e «sostenere le attività dei laboratori di Microbiologia Clinica dedicate alla diagnosi di conferma di infezione da WNV nell’uomo che deve essere eseguita ricercando direttamente la presenza del virus nel sangue o in altri fluidi biologici come il liquor e le urine, o indirettamente, attraverso l’uso di test sierologici per la ricerca di anticorpi virus-specifici. La diagnosi microbiologica precoce e corretta è uno dei punti cardine del sistema sorveglianza».  Come ha precisato Luisa Barzon, Virologa dell’Università di Padova e componente del Gruppo di Lavoro GLIVE dell’AMCLI la caratterizzazione dei virus isolati in questi giorni ha messo in evidenza la «circolazione del lignaggio 1 e del lignaggio 2, entrambi già presenti in Italia con frequenze differenti negli anni passati finora sono stati descritti nove diversi lignaggi del WNV, ma solo i lignaggi 1 e 2 sono stati associati alla malattia nell’uomo. In Europa, i ceppi di WNV più diffusi appartengono al clade dell’Europa centro-meridionale del lignaggio 2, emerso in Europa centrale nel 2004. In Italia, i primi casi umani di infezione da WNV, causati dal lignaggio 1, sono stati rilevati nel Nord Italia nel 2008, e da allora, ogni anno si sono verificati focolai di infezione da WNV in quest’area del Paese».

Va segnalato poi he quest’anno la circolazione di questo virus è iniziata più precocemente rispetto agli anni precedenti. Ne è certa Concetta Castilletti, coordinatore del Gruppo di Lavoro sulle Infezioni Virali Emergenti (GLIVE) dell’AMCLI e responsabile della UOS di Virologia e Patogeni Emergenti, Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Hospital IRCCS, Negrar di Valpolicella (Verona). «l sistema di sorveglianza integrata messo in campo ormai da più di dieci anni in Italia da parte del Ministero della Salute ha rilevato il primo pool di zanzare positive al WNV il 7 giugno nella provincia di Vicenza – precisa Castilletti -. Da quel giorno ad oggi i casi confermati nell’uomo in diverse regioni del Nord Italia sono già 42, con cinque decessi, secondo l’ultima edizione del bollettino sulla sorveglianza integrata emanato congiuntamente ogni settimana dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Centro studi malattie esotiche (CESME) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, sulla base dell’attività di sorveglianza svolta dalle regioni. Il numero dei casi a oggi è più alto, ma comunque confrontabile a quello registrato negli altri anni non epidemici, e lontano dai valori registrati nel 2018”.


Inannzitutto il West Nile virus: cos’è?

WNV è un virus trasmesso da zanzare del genere Culex (zanzara comune) a diverse specie di uccelli, che occasionalmente può essere trasmesso all’uomo. Il virus è endemico in molti paesi Europei e del bacino mediterraneo. La maggior parte (80%) delle persone infettate dal virus non sviluppa alcun sintomo. Circa una persona su cinque sviluppa febbre con sintomi come mal di testa, eruzione cutanea, dolori articolari e muscolari; solo una persona su 150 (0,7%) può sviluppare una malattia grave che colpisce il sistema nervoso centrale, come l’encefalite o la meningite, i cui sintomi più frequenti sono rigidità del collo, stato stuporoso, disorientamento. Le persone più a rischio sono gli anziani, i soggetti immunodepressi o con altre patologie, come tumori, diabete, ipertensione, malattie renali.

Il sistema di sorveglianza in Italia

In Italia il sistema di sorveglianza dell’infezione da WNV è coordinato dal Ministero della Salute e si basa su un approccio “One Health”, di sanità globale. Gli attori principali di questo sistema di sorveglianza, ormai più che rodato, sono le regioni, gli istituti zooprofilattici ed i laboratori di riferimento. Obiettivo della sorveglianza integrata è rilevare tempestivamente la circolazione del WNV e attivare prontamente tutte le misure di risposta adeguate a prevenire la trasmissione all’uomo. In base a tale piano, la prima individuazione di un’infezione da WNV in zanzare, uccelli, cavalli o uomo determina l’avvio di misure preventive per garantire la sicurezza anche della donazione di sangue, degli emoderivati e dei trapianti d’organo e per proteggere quanto più è possibile le persone fragili. Quindi il laboratorio di microbiologia, sia clinico sia veterinario, gioca un ruolo fondamentale nella individuazione precoce dei primi casi di infezione nell’uomo e nel mondo animale ed entomologico. In Regione Emilia-Romagna, il sistema di sorveglianza microbiologica dell’infezione da WNV nell’uomo è svolto dal laboratorio di Riferimento Regionale (CRREM-UOC di Microbiologia, IRCCS Policlinico S. Orsola, Bologna) e ad oggi ha esaminato 166 pazienti con sintomi più o meno severi riferibili potenzialmente ad un’infezione da WNV. Di questi pazienti, 6 (3.6%) con età superiore ai 65 anni sono risultati positivi alla ricerca del genoma virale nei diversi campioni biologici e 5 su 6 presentavano sintomi riferibili ad una malattia neuro-invasiva.

Come proteggersi dal West Nile Virus?

La sorveglianza integrata prevede il controllo della circolazione della zanzara mediante interventi mirati di bonifica ambientale . Ma anche i cittadini possono collaborare attivamente alle misure di controllo delle zanzare, impedendo che queste possano riprodursi.  Come ha sottolineato Maria Rosaria Capobianchi, consulente per la ricerca, Ospedale Sacro Cuore Don Calabria IRCCS, Negrar di Valpolicella (Verona) e componente Gruppo di Lavoro AMCLI, per fare ciò è necessario «trattare le caditoie di propria pertinenza con prodotti larvicidi, evitare ristagni d’acqua, mettere al riparo dalla pioggia tutto ciò che può raccogliere acqua, introdurre pesci in vasche e fontane così da poterle bonificare, chiudere ermeticamente i recipienti che non possono essere spostati, svuotare giornalmente i sottovasi ed altri recipienti, tagliare periodicamente l’erba e controllare lo sviluppo della vegetazione. Inoltre, il metodo preventivo più efficace consiste nel ridurre la probabilità di essere punti dalle zanzare, tramite l’uso di repellenti cutanei e soggiornando quanto più possibile in ambienti protetti dalle zanzare».

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 03 Agosto 2022
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore