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Centenario Bernocchi: "Imprescindibile la sicurezza degli studenti"

Il mondo cambia, l'impresa diventa 4.0 e anche la scuola si deve adeguare per affrontare al meglio la rivoluzione tecnologica che è in atto. L'appello per una scuola moderna e sicura arriva da un giovane: Stefano Barlocchi, uscito due anni fa dall'Istituto Bernocchi, ha portato la voce della sua generazione al convegno dedicato al centenario della scuola che lo ha formato, anche se il Ministro Marco Bussetti, importante interlocutore per il mondo giovanile, aveva già lasciato l'aula magna per impegni istituzionali. 

Stefano Barlocchi ha citato Asimov, che già 35 anni fa aveva intuito che «nel 1919 si sarebbero abbandonati i lavori più ripetitivi o senza richiesta di particolare ragionamento in quanto sarebbero subentrati i computer e la robotica. Una trasformazione difronte alla quale molti si sarebbero trovati impreparati ed impotenti»

Perchè ciò non accada è fondalentale la  collaborazione con il mondo delle imprese ma anche, ha sottolineato Barlocchi, «programmi scolastici che devono essere aggiornati ed in linea con le nuove proposte ed esigenze del mercato e della produzione, ma anche alla fruibilità di strumenti adeguati, affinché le ore di laboratorio siano effettive ed efficaci, non solo sulla carta, ma concrete possibilità di toccare con mano i problemi e le modalità tecniche di esecuzione».

In tutto questo è però «imprescindibile garantire l’incolumità e la sicurezza degli studenti». Ricordiamo che l'ala storica del Bernocchi richiede un urgente intervento di riqualificazione (qui la situazione) e che il progetto per mettere mano all'istituto è finanziabile al 36esimo posto nel 2020.

Un tasto dolente toccato durante il convegno anche dal Ministro Bussetti, che ha ribadito l'impegno del Goberno con 7 miliardi stanziati per l'edilizia scolastica, un impegno che deve essere prioritario: «Servono concretezza e risorse economiche per garantire tempistiche accettabili nell’attuazione dei progetti», ha ribadito Barlocchi. «La manifattura digitale, l’industria 4.0, la digitalizzazione possono e devono nascere dalla scuola. In questo - ha proseguito il giovane - il Bernocchi può e vuole accettare la sfida, se le istituzioni ci daranno una mano per crescere, per darci la possibilità di lavorare e costruire insieme in un luogo sicuro e all’avanguardia, anche per mantenere fede ad un patto ed una sinergia che il Fondatore di questa scuola aveva voluto stringere con la Città di Legnano. Sarebbe utile guardare (tutti) i locali della nostra scuola, dove viviamo i nostri giorni, e valutarne le criticità esistenti e i punti di forza.».

Per il compimento di questa rivoluzione dell’educazione e della conoscenza, è poi necessario «un adeguamento da parte di tutti coloro che compongono il mondo della scuola. Il ruolo degli insegnanti e il loro compito sarà ancora più alto: dovranno essere in grado di instillare il desiderio di conoscenza, di stimolare curiosità e passione nei confronti delle materie di studio, aiutando al contempo gli studenti nella ricerca del percorso di apprendimento più efficiente. La sfida è grande per la società intera ma può essere stimolante! Cerchiamo di governarla al meglio».

 

(Valeria Arini)