Regione: la pressione sui Pronto soccorso si è ridotta

La crescita dell'infezione da virus non è più quella dei giorni scorsi, ma mantiene un trend che non rassicura del tutto, anche se «la voce della trincea - ha precisato Gallera - ci dice che la pressione sui Pronto soccorso si è ridotta. Dobbiamo intensificare i nostri sforzi e abbiamo un motivo in più per restare a casa».

I pazienti ricoverati sono 10.026 (+315) e i malati in Terapia Intensiva sono 1236. I decessi sono 4474 (+296) un dato che tiene conto delle persone che hanno effettuato il tampone quindi non contempla le persone decedute a domicilio che non hanno effettuato il test. Intanto, Lodi continua a segnare zero infetti, «segnale importante che ci fa capire quanto sia valido il percorso intrapreso»

In giornata la Regione ha incontrato i sindacati di medicina generale per discutere sulle strategie di monitoraggio del territorio utili ad individuare i malati sospetti, rinforzando la telemedicina e tutti i sistemi di comunicazione utilizzabili per verificare lo stato di salute delle persone infette. Per quanto riguarda i test l'assessore ha precisato che «il tampone, come dichiara l'Istituto Superiore Sanità, è riservato solo ai pazienti sintomatici in quanto il virus è individuabile nel momento in cui la malattia si palesa». 

Se le mascherine sono difficili da trovare, l'ossigeno è ancor più prezioso in quanto è di difficile reperibilità soprattutto per i pazienti a domicilio che si riforniscono nelle farmacie. L'assessore Caparini ha precisato che la produzione di mascherine in Lombardia procede e «già da settimana prossima si vedranno i primi frutti in quanto ne saranno prodotte diverse centinaia. Dispositivi che saranno distribuiti nelle strutture sanitarie e poi saranno a disposizione della popolazione».

Una volta finita l'emergenza, secondo Caparini, la Lombardia ripartirà: «Stiamo già lavorando per affrontare il post emergenza. Stiamo studiando una serie di misure per far ripartire l'economia».

(Gea Somazzi)