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Microbiologia, a Rimini confronto su infezioni sempre più aggressive

Si calcola che ogni anno alcuni milioni di persone nel mondo debbano affrontare gli effetti di un’infezione potenzialmente rischiosa per la propria salute. Molte di queste infezioni sono legate a microrganismi di cui molto si conosce e di cui fortunatamente la ricerca clinica ha messo a disposizione test e terapie in grado di debellarli. Molti altri, per contro, sono in continua evoluzione, motivo per il quale i trattamenti farmacologici possono non essere sempre risolutivi. Per arrestare un trend che rischia di minare la sostenibilità del nostro sistema sanitario e per promuovere e migliorare la salute dei pazienti occorre quindi insistere nella cultura della diagnosi tempestiva ed integrata nel centro di cura, e nella creazione interdisciplinare di appropriati percorsi diagnostico-assistenziali.

      Di questi nuovi scenari si discuterà a Rimini, dal 9 al 12 novembre prossimi, in occasione del XLVIII Congresso Nazionale di AMCLI – Associazione Microbiologi Clinici Italiani, associazione che raccoglie oltre 1500 professionisti attivi in centri di cura e ospedali di tutta Italia. I lavori – che si svolgeranno presso il centro Congressi – prenderanno il via sabato 9 pomeriggio con la cerimonia di inaugurazione alla presenza – tra gli altri – del sottosegretario alla Salute, la dr.ssa Sandra Zampa.

“L’esperienza quotidiana pone i medici e tutto il personale sanitario innanzi a sfide diagnostiche e terapeutiche sempre più complesse. Per questo occorre non solo monitorare l’evoluzione degli agenti infettivi ma, soprattutto, conoscere nel loro insieme il genoma, i suoi prodotti ed i relativi meccanismi metabolici al fine di individuarne la presenza nel paziente, fino dalle fasi più acute dell’infezione e malattia, e mettere a punto strategie di contrasto sempre più efficaci” ricorda Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI e Direttore dell'Unità Operativa di Microbiologia dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale Ovest milanese.