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PD contro la giunta: «Mani nelle tasche dei legnanesi»

«La giunta si appresta a mettere pesantemente le mani nelle tasche dei legnanesi»: non usa mezzi termini il Partito Democratico parlando di imposte e tributi, tema centrale dell'ultimo consiglio comunale. Al quale, peraltro, i consiglieri Dem - per i quali di fatto dopo le dimissioni di massa dello scorso 27 marzo non è ancora intervenuta la surroga - non hanno preso parte «per protestare contro una giunta che non ha più la sua maggioranza e ha nominato un assessore in evidente conflitto di interesse» e «denunciare l’illegittimità con cui la maggioranza si è costruita artificiosamente il numero legale». Illegittimità che, però, il TAR non ha rilevato nel decreto con il quale ha escluso la sussistenza dei presupposti per concedere la sospensiva richiesta dal Comitato Legalità a Legnano, permettendo così il regolare svolgimento dell'ultima seduta consiliare, quella, per l'appunto, che ha visto approvare il bilancio.

Nel mirino del primo partito di opposizione in primis l'addizionale comunale IRPEF, con il PD che punta il dito contro il passaggio del DUP che prevede «l’aumento del livello impositivo di tale tributo per le annualità 2020 e successive».

Ma soprattutto l'«aumento medio della Tassa Rifiuti (TARI) del 2,7%, - come spiegano da via Bramante -, poi inapplicato per non essere stato approvato in tempo (ma ce lo ritroveremo l’anno prossimo!) . L’aumento era "...determinato dai maggiori costi di raccolta e smaltimento, fenomeno comune a livello nazionale…", quasi come se fosse un accadimento ineluttabile. Non si propone la rapida introduzione di alcuna contro misura, come ad esempio la "tariffa puntuale"». 

Ed è proprio il silenzio sulle tempistiche e modalità di introduzione di questo tipo di tarrifa a sollevare le perplessità dei Dem. «Questa giunta considera solo "possibile" una sua sperimentazione, senza indicarne tempi e modalità - sottolineano -. E pensare che la tariffa puntuale ridurrebbe la quota di rifiuti indifferenziati e conseguentemente i costi di conferimento, riducendo così il loro impatto sulla TARI che invece di aumentare, diminuirebbe sensibilmente».

Per dovere di cronaca, va rilevato che anche nei Comuni del Legnanese che hanno già introdotto la tariffa puntuale con i bilanci previsionali approvato nei mesi scorsi sono stati introdotti aumenti, mentre la percentuale di raccolta differenziata è aumentata.

Non solo. «Nel 2017 ALA (Aemme Linea Ambiente), la società di AMGA dedicata alla raccolta e smaltimento dei rifiuti ha dichiarato un utile di 1,7 milioni di euro - continua il PD -. Ben pochi di quegli utili e di quelli che presumibilmente si genereranno negli anni a venire andranno a ridurre il peso della TARI per i cittadini ma saranno usati per ripianare le perdite di AMGA!». E «viene rinviata genericamente "negli anni a venire" l’adozione di concrete misure finalizzate alla lotta all’evasione anzi, viene ipotizzato il "ricorso alla leva tributaria", cioè ad un aumento delle tasse: altro che lotta all’evasione fiscale!». 

Tutti esempi che secondo via Bramante «dimostrano purtroppo la pervicace volontà di tornare ad un passato sperimentato, i cui negativi esiti abbiamo conosciuto e contestato. Sono misure estemporanee, una tantum, dalla sostenibilità di breve periodo; con il drammatico risultato di assottigliare sempre più le già poche risorse dei cittadini». Mentre invece secondo i Dem la soluzione andrebbe individuata in «politiche che prevedano misure strutturali, di lungo periodo, che sappiano andare oltre quell’aggrovigliata trama di provvedimenti e iniziative di corto respiro che hanno il solo obiettivo di portare a pareggio il bilancio in corso».

(Leda Mocchetti)