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Sfiducia Lazzarini, opposizioni all'attacco della maggioranza

Per il Partito Democratico è stata «la grande fuga», «uno tra i più penosi momenti della politica legnanese». Per Insieme Per Legnano un «gesto politicamente imbarazzante» come mai era successo «a memoria di legnanese». Per Movimento X Legnano un tentativo di «controllare il voto dei suoi componenti» e «limitare il loro dovere di esprimersi secondo coscienza».

Sono tutte dello stesso segno le reazioni delle forze di minoranza alla scelta della coalizione Lega-Fratelli d'Italia-Forza Italia di abbandonare l'aula senza discutere la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni nei confronti dell'assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. E il fil rouge è quello di una sonora bocciatura, a riprova del fatto che la questione non può considerarsi conclusa, nonostante la volontà della maggioranza, annunciata dal sindaco e ribadita dal vicesindaco, di abbandonare nuovamente l'aula qualora si tornasse a discutere della mozione.

Di seguito il testo integrale dei comunicati diramati da PD, Insieme Per Legnano e Movimento X Legnano. In tardissima serata, anche Legnano al Centro ha fatto sentire la sua voce.


Quando martedi scorso, al termine del consiglio comunale, le minoranze hanno presentato la mozione di sfiducia nei confronti della neo Assessora Lazzarini per motivi di opportunità politica, abbiamo assistito ad uno tra i più penosi momenti della politica legnanese.

Prima il diverbio iniziale tra il vicesindaco e il Presidente del Consiglio a cui veniva contestata la procedura a scrutinio segreto e a porte chiuse, peraltro decisa in riunione dei capigruppo e prevista dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Un duro scambio verbale non su diverse interpretazioni delle regole ma tra chi contestava, con capziose argomentazioni, le regole e chi intendeva farle rispettare. Come dire “le regole sono mie e me le gestisco io”. Bene ha fatto il Presidente del Consiglio a tenere la barra dritta e ad agire secondo quanto deciso nella riunione dei Capigruppo. E bene ha fatto a rispondere garbatamente per le rime a chi lo accusava e minacciava dalle pagine dei giornali. E male invece il Vicesindaco a giudicare "pattume" il documento delle opposizioni, infischiandosene di ogni regola di confronto politico democratico: una vergogna.

Poi il colpo di scena finale con la “fuga”, senza aver votato, di tutta la maggioranza con il Sindaco in testa, dalla seduta a porte chiuse, evidenziando così il terrore dei franchi tiratori. Unico rimasto il Presidente del Consiglio, come la sua carica impone. Si è così dimostrata la fragilità di questa maggioranza, nata male, con il partito più votato alle dipendenze del partito di minoranza, vissuta grigiamente a suon di annunci, sprechi e auto referenzialità e ora in crisi irreversibile per un maledetto quanto annunciato balletto di poltrone venuto male. Una parola va spesa per il nostro Sindaco: non si esce dall’aula consigliare, Sindaco. Lei rappresenta tutti i cittadini, non è in campagna elettorale e il suo compito, tra i tanti altri, è quello di facilitare il confronto, di trovare soluzioni, far rispettare le regole! Faccia tesoro delle sagge e lungimiranti parole del grande storico romano Tito Livio: ”Per lo più precipita nel suo destino chi fugge”.

Uno spettacolo immeritato per la nostra città, un modo di governare dove politica, bene comune, partecipazione, ascolto e trasparenza restano parole vuote e inattuate. Ancora di più oggi, dopo queste ultime vicende, il Partito Democratico ritiene che sia giunta l’ora di ridare la parola ai cittadini, per offrire un nuovo governo degno di questo nome, competente, partecipativo, onesto e trasparente.

Partito Democratico Legnano


Non cadremo nel tranello di sindaco e vice sindaco. Loro - e quel che resta della loro maggioranza - cercano in tutti i modi di non trattare la questione nel merito. Si nascondono dietro a questioni di forma assai deboli (smentiti sia dal regolamento comunale che da ampia giurisprudenza). Rilasciano dichiarazioni roboanti e colorite al fine di distrarre i cittadini.

Chi si agita molto, infatti, è facile che abbia qualcosa da nascondere e paura di trattare. Non cadremo nel loro tranello, dicevamo, e quindi ribadiamo con forza il punto: riteniamo del tutto inopportuno che una persona, oggi coinvolta in procedimenti legali che riguardano AMGA ed il Comune di Legnano, ricopra l’incarico di assessore.

Abbiamo chiesto al Consiglio Comunale di esprimersi su questa questione, che è esclusivamente politica. Se sono uniti come raccontano, perché sono usciti dall’aula?

Al di là dell’esplicita volontà di sottrarsi al confronto, l’abbandono dell’aula consiliare da parte di chi sta alla maggioranza, e addirittura del sindaco, ha un significato fin troppo eloquente. Mai a memoria di legnanese, si è assistito ad un gesto così politicamente imbarazzante!

Insieme Per Legnano


La maggioranza non è stata in grado di reggere il confronto sulla mozione di sfiducia verso l’assessore Lazzarini. Ha tentato di sostenere che doveva essere votata a scrutinio palese affermando che il Consiglio Comunale è sovrano e fingendo di dimenticare che è vincolato dallo statuto comunale, del regolamento del Consiglio e dalla legge. 

Voleva controllare il voto dei suoi componenti e quindi limitare il loro dovere di esprimersi secondo coscienza e non secondo la disciplina imposta dai partiti. A fronte della corretta decisione del Presidente di procedere a scrutinio segreto, ha abbandonato il Consiglio Comunale.

Sapeva che l’incompatibilità dell’assessore Lazzarini era palese perché il Comune di Legnano, azionista di maggioranza di Amga, aveva deciso che questa società chiedesse a Lazzarini un risarcimento di 22 milioni di euro La causa è tuttora in corso e sussiste un conflitto di interessi tra il Comune e l’assessore Lazzarini. Infatti, se la causa venisse vinta Lazzarini dovrebbe mettere a disposizione il suo patrimonio per risanare i danni procurati e il Comune beneficerebbe di quanto verrà incassato nella percentuale del 65%, pari alla sua partecipazione societaria ad Amga Spa.

Movimento X Legnano


Legnano Al Centro è oggi fortemente delusa e contrariata dai metodi assunti da alcune forze
politiche a seguito della mozione di sfiducia presentata dalle minoranze compatte nei confronti di
un neoeletto Assessore.

Oltre a ritenere, per principio generale, inopportuna la nomina di Assessore conferita ad una
figura coinvolta in un procedimento giudiziario, sottolinea che, nel caso legnanese, si tratti di
nomina con i presupposti del conflitto di interessi. Il Comune di Legnano, socio di maggioranza di
AMGA, ha mosso all’intero CDA azione di responsabilità per 22 milioni di euro; CDA nel quale,
l’attuale Assessore alle Opere Pubbliche, ricopriva l’incarico di Presidente.

Il Sindaco, come concilierebbe l’incarico fiduciario al suo Assessore con un’azione di rivalsa che si
rendesse necessaria a tutela degli interessi dei suoi cittadini?

Sia ben chiaro, nulla di personale, ma una riflessione meramente etica e politica, su cui Legnano al
Centro desidera chiarimenti in un leale dialogo e dibattito nella sede istituzionale.

La sollecitata discussione in aula consigliare è mancata a causa dell’inaspettato e inconsueto
abbandono della stessa da parte di membri della maggioranza e, per giunta, del Sindaco stesso.
Ci si chiede: perché questo comportamento? Le rabbiose esternazioni attraverso gli organi di
stampa apparsi il giorno successivo non convincono, anzi…

La domanda lascia aperti molti dubbi: perché le forze di maggioranza sfuggono ad una discussione
in aula? Perché non affrontano la questione con la forza argomentativa, anziché con l’arroganza
difensiva?
Perché è stata distorta, se non addirittura smentita, la decisione assunta nella riunione dei
capigruppo, durante la quale sia il Presidente del Consiglio sia il Segretario Comunale hanno
definito inderogabile la discussione ed il voto della mozione in forma segreta, che le minoranze
hanno richiesto di verbalizzare?

Perché chiedere e quasi pretendere che discussione e voto fossero palesi?

In effetti il voto segreto, relativamente ad una questione personale, è un diritto dei Consiglieri. Come può una seduta consiliare ledere tale diritto?

Inoltre è proprio di oggi, vigilia della seduta di approvazione del bilancio, la notizia delle dimissioni
di un giovane appassionato Consigliere di Lega Nord: segno di malessere?

Legnano Al Centro si dispiace della situazione creatasi, soprattutto dopo i rimpasti di Giunta,
seguiti alle dimissioni poco convincenti dei due precedenti Assessori.

Il nostro gruppo civico ritiene che si debba porre rimedio al clima conflittuale, non chiaro, fatto di
luci ed ombre e auspica che esso possa essere superato con la massima trasparenza e lealtà.

 

Alessandro Corio – Capogruppo Legnano al Centro