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Centro antiviolenza, il Comune: "Il progetto prosegue"

«Che fine ha fatto il centro antiviolenza di via Pasubio?». A chiederlo è il Partito Democratico che, attraverso un comunicato stampa "interroga" l'amministrazione comunale in merito all'immobile sequestrato alla criminalità organizzata per destinarlo a centro antiviolenza e casa rifugio. Il progetto, presentato dalla giunta Centinaio, scrivono i democratici «con il decreto della giunta regionale del primo marzo 2018, numero 2853, è stato ammesso e finanziato per 280mila euro».

Il contributo è però «condizionato da alcune prescrizioni, da assolvere da parte dell’ente fruitore entro 120 giorni dalla pubblicazione del provvedimento, pena la sua decadenza».

«Queste prescrizioni - ricorda il Pd -  riguardano l’ottenimento delle autorizzazioni in deroga all’altezza minima dei locali, all’uso di seminterrati per utilizzo lavorativo e delle garanzie di superamento delle barriere architettoniche come previsto dal Piano Regionale Antiviolenza.
Dopo l’annuncio del finanziamento ottenuto, il silenzio è calato sul progetto. Ora che stanno scadendo i termini per il conseguimento effettivo, c’è da chiedersi se il Comune abbia adempiuto agli obblighi previsti. Ce lo auguriamo, per non veder svanire un obiettivo così importante quanto complesso da realizzare, a beneficio di quelle tante donne vittime di sorprusi e di violenze»
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Una preoccupazione infondata, interviene Palazzo Malinverni che, attraverso l'assessore alle politiche sociali, Ilaria Ceroni, tranquillizza i cittadini confermando che «il finanziamento per il progetto è confermato, gli uffici sono al corrente di tutto e stanno procedendo, secondo gli step previsti, per portare avanti un progetto per concretizzare un servizio di cui c'è reale bisogno». Nel marzo 2018 l'Ospedale di Legnano registrava un caso ogni cinque giorni di accesso al Pronto Soccorso da parte di donne che subiscono violenza