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Lealtà-Azione e Avalon: "Forse per rinverdire il mito ariano?"

Gentile direttore, leggo su Legnanonews che a Legnano è nato una nuova associazione di nome “Avalon”. Bene, per me nessun problema. Fa parte di elementari regole di democrazia permettere a tutti di esternare le proprie convinzioni politico-ideologiche. Diceva Voltaire: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”.

Solo qualche dubbio, da modesto lettore di libri di storia. La sede è stata inaugurata sabato 8 settembre. E’ un caso? E’ una scelta precisa? Mi spiego.

Chi conosce anche sommariamente la storia nostrana sa che l’8 settembre del ’43 lo Stato italiano tocca il punto più basso dopo poco più di ottant’anni di storia unitaria.

Quello è il giorno in cui Badoglio (capo del governo) annuncia l’armistizio con gli anglo-americani e con il re fugge nella notte del 9 settembre verso sud per evitare la reazione tedesca. E intanto i soldati italiani, ignari di quello che bolliva in pentola, vengono nei giorni successivi disarmati e caricati sui vagoni bestiame in direzione dei campi di concentramento tedeschi. 650mila gli internati, circa 40mila i morti in cattività.

Alla luce di questi fatti mi chiedo come mai un’organizzazione legata al fascismo abbia deciso di aprire una propria sede proprio in questo giorno infausto. Scelta consapevole oppure i muratori avevano terminato il lavoro e il primo sabato dopo le ferie era l’8 settembre?

Se è stata una scelta politica, quale inconsapevolezza! Nella svolta dell’8 settembre non c’è l’antifascismo: la crisi dello Stato nasce da una faida interna alla classe dirigente fascista, anzi l’8 settembre è la data simbolo del totale fallimento del progetto fascista di “fare gli italiani” e fare dell’Italia una potenza di primo piano in Europa.

Non solo la guerra stava andando di male in peggio ma la crisi dello Stato in quel fatidico giorno rivela la natura fallimentare dell’intero progetto fascista.

Basta con l’8 settembre altrimenti rischio di essere noioso.

Altro tema per me curioso: “Avalon”. Devo confessare che non sono un grande amante dei romanzi alla Tolkien e sono andato a vedere in Vikipedia se potevo saperne di più.

Mistero risolto (si fa per dire): "Secondo alcune leggende Avalon sarebbe il luogo visitato da Gesù e da Giuseppe di Arimatea e quello dove proprio Giuseppe di Arimatea, dopo aver raccolto il sangue di Cristo in una coppa di legno (il Sacro Graal), si rifugiò, fondando anche la prima chiesa della Britannia. Sarebbe anche il luogo in cui sarebbe sepolto re Artù, trasportato nell'isola su una barca guidata dalla sorellastra, la Fata Morgana ... Secondo la maggior parte delle fonti, come Gervasio di Tilbury e Floriant et Florete, l'isola di Avalon sarebbe la Sicilia. Secondo altre teorie, Avalon sarebbe invece l'Ile Aval o Daval, sulla costa della Bretagna... Per altri Avalon sarebbe da ubicare sul Monte di san Michele, in Cornovaglia, che si trova vicino ad altre località associate con le leggende arturiane".

Un grande guazzabuglio come ciascuno può vedere. “Avalon”, un’organizzazione per quelli che credono che re Artù sia un personaggio storico ed Excalibur la spada di Carlo Magno! Affascinati dal Santo Graal? Ma Indiana Jones è molto più concreto (e simpatico).

A meno che “Avalon” non voglia rinverdire per vie traverse il mito degli ariani di nazista (e fascista memoria). Secondo le leggi Razziali di ottanta anni fa noi italiani eravamo “ariani di tipo mediterraneo” (!)

Il mito ariano è davvero un mito, forse ancora di più di tutti i Tolkien del mondo. Nella prima metà del secolo scorso c’era chi individuava le origini degli ariani nel Tibet, chi nel Caucaso, chi al Polo Nord, chi in Atlantide, chi dalla civiltà degli iperborei, chi agli estremi confini occidentali, chi…

Grosso premio da parte mia (tre ore e mezzo di mia conferenza su queste tematiche!) a chi mi mostra due scrittori che abbiano scritto la stessa cosa su questi temi!

Eppure “Avalon” – così impalpabile sul piano delle “radici” storiche – vorrebbe aiutare gli italiani (in questo caso i legnanesi) poveri! Vedremo cosa faranno, magari bene.

Certo verrebbe da dire mala tempora currunt vedere che i legnanesi poveri sono nei cuori dei neofascisti mentre organizzazioni di sinistra, partiti di sinistra, sindacati di sinistra ecc. ecc. non ne sanno nulla e non vogliono saperne nulla. Anche chi addita i “pericoli per la nostra democrazia” perché nasce la sede di “Avalon” a Legnano non sa nulla della povertà a Legnano e soprattutto non è in grado di fare nulla! E forse non ha mai pensato di fare qualcosa. Perchè aiutare i poveri non porta voti (anzi il contrario) e non aumenta i consensi (anzi li abbassa). Proprio brutti tempi!

Una sola cosa vorrei dire ai militanti di “Lealtà e Azione” – che rispetto nel reciproco rispetto della democrazia – gli italiani non sono tutti uguali! Se ci sono i poveri è perchè ci sono i ricchi. E’ lapalissiano ma fino a un certo punto.

La povertà non è una maledizione divina ma un dato sociale. Ci sono italiani che non pagano le tasse, che non le hanno mai pagate, gruppi sociali che sfruttano altri italiani (e gli “stranieri”) per pochi euro, persone che hanno socialmente molto di più rispetto al loro lavoro, gruppi di parassiti che vivono di denaro pubblico elargito senza pudore considerando i tanti anziani che per esempio non sono in grado di andare in farmacia perché non hanno denaro da spendere e quindi non possono curarsi. Ci sono molti italiani che hanno stili di vita hollywoodiani mentre altri campano con meno di 500 euro di pensione! E i politici corrotti e incompetenti (di tutti i partiti)? Qui gli “stranieri” non c’entrano.

Quindi “Prima gli italiani” è un falso obiettivo. Dite “Prima i poveri!”, denunciando nello stesso tempo le tante diseguaglianze nel nostro paese e poi dite “Prima i lavoratori!” (quelli veri), che da soli tengono insieme questo paese squinternato che si chiama Italia.

Giancarlo Restelli