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Usa un mestolo di legno come arma: scatta l'aggravante

Anche un mestolo di legno può essere considerato un'arma. Lo ha stabilito la sesta sezione penale del Palazzaccio, chiamata a scrivere l'ultimo capitolo della vicenda giudiziaria nata da una rapina commessa da un 45enne ai danni di una donna alla quale aveva sottratto denaro ed il telefono cellulare. Non solo: l'uomo, infatti, aveva anche colpito la donna, oltre che con pugni, calci e schiaffi, usando un mestolo di legno.

E proprio il mestolo di legno si è trasformato nell'oggetto del contendere, finendo per approdare tra le aule di Piazza Cavour. Aule dove il 45enne ha sostenuto che il mestolo da cucina di circa 30 cm con il quale aveva colpito la donna, a differenza di quanto stabilito dal GIP del Tribunale di Castrovillari prima e dalla Corte d'Appello di Catanzaro poi, non potesse essere considerato arma impropria, con il risultato che dal reato di lesioni avrebbe dovuto essere scomputata l'aggravante.

Diverso il giudizio degli Ermellini, che hanno sottolineato che «per arma impropria deve intendersi qualsiasi oggetto anche di uso comune e privo di apparente idoneità all'offesa che sia in concreto utilizzato per procurare lesioni personali, giacchè il porto dell'oggetto cessa di essere giustificato nel momento in cui viene meno il collegamento immediato con la sua funzione per essere utilizzato come arma. Indifferente, dunque - conclude la Suprema Corte -, è il giudizio astratto di intrinseca pericolosità-offensività dell'oggetto, mentre assume rilevanza il concreto utilizzo che dello strumento viene fatto e che ne comporta un mutamento funzionale, attraendolo nell'orbita delle armi improprie». 

(Leda Mocchetti)