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Gita fuori porta al Lago delle Streghe

Questo fine settimana vi proponiamo una gita in montagna al fresco, in un parco naturale di grande bellezza: l’Alpe Devero e il suo Lago delle Streghe. Un'area verde incontaminata dove trascorrere una griornata in famiglia, insieme ai propri bambini. 

COME ARRIVARCI

Per raggiungere bisogna imboccare la diramazione per Gravellona Toce sull’autostrada Milano-Alessandria, continuare sulla statale 36 del Sempione e, oltrepassata Domodossola, uscire poco dopo seguendo l’indicazione per Baceno-Val Formazza.  A Baceno si devia a sinistra imboccando la strada comunale che sale all’Alpe Devero, fino al parcheggio a pagamento al termine della strada. I parcheggi disponibili – purtroppo o per fortuna – non sono infiniti, e sempre gremiti la domenica. Il parcheggio costa 5 euro,per l’intera giornata ed è disponibile una navetta a pagamento (1 euro a persona) che porta fino al punto di partenza della gita. 

IL CAMMINO

Per raggiungere il Lago delle Streghe si può percorrere un sentiero ben marcato che si può percorrere interamente a piedi. Dopo 40 minuti si raggiunge Campriolo dove nello spaccio aziendale del paese è possibile acquistare tutto quello che serve per un pic nic a km0. Da qui il lago dista solo pochi minuti di sentiero pianeggiante. Dopo l’abitato, andate a sinistra, seguendo il sentiero arriverete presto al piccolo Lago delle Streghe color smeraldo, dove potrete godervi il sospirato pic-nic all’ombra di larici centenari. In totale la camminata ha una durata di circa 1 ora.  

LA LEGGENDA

Un giorno una bellissima fanciulla, che piangeva disperata perchè il suo ragazzo preferiva passare il suo tempo con un'altra ragazza invece che con lei, incontrò una strana vecchia che filava su un masso a lato di un sentiero.La vecchia la guardò negli occhi e la fanciulla, a quello sguardo, si sentì spogliata ed osservata fin nel profondo, così iniziò a raccontare alla vecchia (che era una strega) tutti i suoi problemi e i suoi dispiaceri, implorandola poi di operare una magia e far sparire la sua rivale in amore, così che ella potesse essere l'unica amata dal suo ragazzo. La vecchia non si sorprese a quella richiesta e, dato che la fanciulla non voleva sentir ragioni, accecata dalla disperazione, acconsentì ad operare quella magia, a patto che la fanciulla acconsentisse prima a guardare un Uomo bellissimo che secondo la Strega avrebbe potuto renderla davvero felice. La fanciulla acconsentì al patto, nonostante continuasse a ripetere che ella non avrebbe mai amato nessun altro che il suo ragazzo, e la Strega le diede appuntamento nello stesso posto per un giorno ben preciso.

Quel giorno la fanciulla si diresse nel magico luogo e senza alcun motivo particolare si sentiva felice e spensierata, percepiva la bellezza dei colori, la purezza dell'aria, la luminosità del cielo ed era felice, quasi dimentica di tutti i suoi problemi. Giunta al luogo predefinito si trovò davanti una grotta, sulla soglia della quale la vecchia strega la stava aspettando. Insieme si incamminarono nel sentiero sotterraneo, che si rimpiccioliva sempre di più fino a diventare un piccolo e basso cunicolo che proseguiva per molti metri. Giunsero infine in fondo al cunicolo, che si apriva in una grande stanza sotterranea e molto calorosa e tiepida. Al centro della grottina altre due streghe stavano mescolando degli strani ingredienti in un grande calderone che si scaldava su un bel fuoco e la fanciulla si sedette lì accanto aspettando che tutto fosse pronto. La vecchia Strega allora le chiese di guardare dentro a due piccole pozze formate da una purissima sorgente che sgorgava dalla roccia e la fanciulla posò gli occhi nella prima. Nell'acqua le apparve il volto del suo innamorato, bello e giovane, ma piano piano ella vide che il suo aspetto cambiava e diveniva più vecchio, banale, spento e triste, coi capelli bianchi e i denti gialli. Si scostò sconvolta e volle fuggire, ma la vecchia Strega le chiese di guardare nell'altra piccola polla, e lì ella potè vedere un giovane meraviglioso, pieno della bellezza e del vigore caldo degli Dei, con gli occhi pieni d'Amore e la forza di un vero Re.

Allora la fanciulla capì il significato di quelle due visioni. Nella prima ella aveva veduto l'amore solamente umano, caduco e momentaneo, che può rendere felici ma non per sempre e continuamente, nella seconda ella aveva potuto vedere l'Amore divino, quello che non si spegne mai e che rimane sempre forte, sempre bello, sempre tiepido e incantato. Ora doveva scegliere quale desiderava, e dopo un primo momento di indecisione, data dall'amore che provava per il suo ragazzo, ella capì che ciò che desiderava era l'Amore Eterno. Allora si alzò e iniziò a danzare con le altre Streghe. Come d'incanto la grottà sparì e la fonte crebbe tantissimo fino a diventare un allegro torrente che riempì il pianoro e creò quello che fu poi chiamato il Lago delle Streghe.

("Entità Fatate della Padania", di Alberta Dalbosco e Carla Brughi, Ed. della Terra di Mezzo.)