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Tante posizioni personalistiche, tutti a casa... giusto così

Da qualunque parte la si osservi, quella di stasera, è una triste pagina per la Politica legnanese.

La posizione del sindaco sta traballando (eufemismo) non per un voto contrario in consiglio comunale, ma per aver tenuto fermo l'atto di fiducia verso un assessore colpevole di avere una pendenza legale, condivisa tuttavia con il sindaco di un comune a noi vicino, il quale (come riferito in una recente conferenza stampa con sindaco Fratus e vice Cozzi) sta esercitando la carica senza alcuna mozione di sfiducia da parte degli avversari.

Dall'altra parte, l'opposizione ha dovuto usare l'arma delle dimissioni in massa per far valere il giudizio negativo sull'amministrazione. Una posizione difficile, per definizione stessa del Partito Democratico, consapevole di aver usato un metodo poco ortodosso, favorito da due "franchi tiratori", senza la cui complicità non sarebbe accaduto nulla di tutto questo.

    Un paradosso. La Lega, che a livello nazionale vince ovunque, a Legnano, dove c'è il simbolo tanto decantato del movimento, vede cadere un suo sindaco anche per mano di alcuni suoi militanti. Da non crederci. Un errore strategico imperdonabile.

Come imperdonabili però e specialmente, in questo consiglio comunale, sono state le posizioni personali (da una parte e dell'altra) che hanno prevalso sul bene comune. Se cambieranno davvero gli amministratori di questa città, auguriamoci che cambi anche il modo di intendere la politica e che questa torni davvero a servire il cittadino.

(Marco Tajè)