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Tosi in (s)vendita: la seconda cordata dissolta per "importanti criticità"

Poche ore dopo l'aggiudicazione dell'Area Rossa alla Franco Tosi di Presezzi, l'avvocato legnanese Roberto Fischi spiega per quale motivo la "cordata" d'imprenditori del territorio, da lui rappresentati, ha deciso di non presentare alcuna offerta.

«Il progetto “Franco Tosi international “. così classificato nel dossier, è stato aperto da oltre un anno su impulso di imprenditori locali e la partecipazione finanziaria di investitori internazionali - spiega il legale -. Il mio studio è stato incaricato dai soci industriali e finanziari, come legal  advisor, per assisterli nella realizzazione del progetto industriale operante nel campo di componenti per automobili. La procedura Franco Tosi, che ringrazio, è stata molto collaborativa con il sottoscritto, e sin da subito, ha prodotto, in più sessioni, tutti le informazioni ed i documenti necessari per la valutazione dell’operazione». 

L'avvocato ha poi proseguito affermando che «a seguito dell’esame dei contratti perfezionati tra la procedura e la cessionaria del ramo d’azienda, abbiamo, a nostro malgrado, dovuto prendere atto  che in  caso di aggiudicazione del compendio industriale sarebbero scaturite importanti cause con il cessionario dell’azienda (...). Per gli investitori  esteri che provengono da realtà e sistemi giuridici  dinamici ed efficienti, una tale circostanza è di per sè elemento pregiudizievole per l’investimento. Perciò l'investimento è stato immediatamente fermato».

«Spiace - la conclusione del legale -, in  quanto, qualora non ci fossero state queste importati  criticità , avendo visto i miei clienti fortemente  determinati, sono sicuro che avrebbero presentato un‘offerta importante ed il territorio dell’Alto milanese, noto per essere in Italia l’eccellenza nella  meccanica, ne avrebbe sicuramente beneficiato anche a livello di occupazione».

(Gea Somazzi)