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Euro.PA chiude il triennio da start up, al via le sfide per il 2018

Quindici comuni soci che entro l'estate diventeranno 16 con l'ingresso di Rescaldina, un fatturato di 6.262.603,92 euro - in crescita del 12,8% rispetto al 2016 - e un utile al netto del carico tributario di 49.440 euro. Così Euro.PA chiude il suo trienno da start up, ovvero il suo primo triennio di vita. E lo fa riconfermando il presidente uscente Luca Monolo fino alla chiusura del bilancio 2020, con la cui approvazione si chiuderà il mandato del triumvirato composto, oltre che da Monolo, da Lorella Bigatti e Stefano Garantola, con Salvatore Laguardia nel ruolo di sindaco unico.

IL BILANCIO DEL PRIMO TRIENNIO - Nata "sulle ceneri" di Amga Service, della quale ha rilevato la quasi totalità dei servizi erogati, Euro.PA Service è partita nel 2015 con un budget di 3,8 milioni di euro ed un utile previsto di 800 euro, facendo registrare a consuntivo un fatturato di 4.014.671 euro e un utile di 81.586 euro. Poi un 2016 chiuso con 5.549.728 euro di fatturato e 88.104 euro di utile, a fronte di un budget di 4.234.114 euro e di un utile previsto di 43.484 euro, e infine i 6.262.603,92 di fatturato e 49.440 euro di utile del 2017, con il relativo bilancio approvato lo scorso 26 aprile.

É Legnano a fare la "parte del leone" nel fatturato della partecipata, con un portafoglio di servizi che nel 2017 ha coperto il 66,54% dei ricavi totali. Seguono Parabiago (10,11%), Turbigo (7,97%), Canegrate (5,23%) e Arconate (3,58%), con tutti gli altri comuni soci (Bernate Ticino, Buscate, Casorezzo, Castano Primo, Cuggiono, Dairago, Inveruno, Magnago, Robecchetto con Induno e Villa Cortese) che al momento si attestano su una soglia inferiore all'1%.

Quanto alle tre principali voci di gestione aziendale, il personale di unità organizzative complesse è andato sempre decrescendo, i costi per servizi - ovvero gli affidamenti esterni - sono rimasti costanti nei primi due anni e sono "esplosi" l'anno scorso a fronte dei numerosi nuovi servizi e i costi corporate - ovvero i costi delle funzioni centrali - sono in un trend decrescente.

Capitolo a parte quello relativo ai costi corporate relativi agli immobili. «L'azienda non compra immobili per scelta - il direttore Mirko Di Matteo -: dal momento che siamo un'azienda in crescita, riteniamo inutile immobilizzare capitali e preferiamo investire nel personale e nei servizi. Quando siamo partiti avevamo a disposizione spazi per 900 mq complessivi, ovvero circa 64 mq per dipendente, per un costo immobiliare di 121 euro al metro quadro. Oggi abbiamo 2094 mq di spazi ed abbiamo aumentato la disponibilità per dipendente a 75 mq dimezzando i costi a 63 euro al metro quadro». 

«Dal 2015 ad oggi abbiamo sottoscritto 20 nuovi contratti pluriennali coprendo la totalità dei comuni soci - continua Di Matteo -. A livello di immobili abbiamo avuto una crescita degli affidamenti stabilizzati per 450mila euro e nei servizi strumentali abbiamo avuto affidamenti in più per 776mila euro. In questi tre anni abbiamo fatto investimenti nell'area dell'efficientamento energetico degli edifici per 730mila euro e altri 671mila euro sono stati investiti nell'area della videosorveglianza e lettura targhe. Questi ultimi due dati rappresentano la "potenza di fuoco" degli investimenti che l'azienda è riuscita a fare in questi 3 anni, sono investimenti per il territorio. In più c'è stato un turn over netto di 15 unità di personale».

«Ogni volta che ci sono cambiamenti amministrativi ci sono tensioni in aziende come questa, ma Euro.PA è rimasta immune da questo - ha sottolineato Roberto Colombo, sindaco di Canegrate e presidente uscente del coordinamento soci -. Credo questo derivi in parte dal fatto che l'azienda, che è un'azienda appena partita, ha iniziato bene il proprio percorso, dandosi degli obiettivi precisi e diventando veramente un'azienda di servizio dei comuni. Tanto che siamo riusciti a nominare un nuovo consiglio di amministrazione riconfermando il presidente e senza nessuna tensione, cosa solitamente difficilissima in presenza di cambiamenti amministrativi. La proposta del nuovo consiglio di amministrazione e del nuovo revisore contabile è stata presentata dal presidente del coordinamento soci a nome di tutta la compagine sociale, e la compagine sociale l'ha votata all'unanimità: non era scontato e significa che il giudizio dei soci sull'operato della società è realmente buono». 

Il territorio di riferimento per la partecipata è e, almeno per il momento, rimane quello dell'Alto Milanese, ma «il limite che può avere la società non è un limite fisico - ha chiarito il neoriconfermato presidente Luca Monolo -, ma un limite rispetto al fatto che riusciamo a gestire la società in maniera imprenditoriale con dei benchmark privati dal punto di vista della gestione, tenendo conto che gestiamo soldi pubblici. Il nostro mix è quello di capire fino a che punto di possiamo spingere nella gestione della risorsa pubblica tenendo presente che la nostra mission è quella di offrire servizi sempre migliori ai nostri clienti». 

LE SFIDE PER IL 2018 - Il primo appuntamento che attende Euro.PA è quello del prossimo 22 giugno, quando l'assemblea dei soci sarà chiamata ad eleggere il nuovo presidente del coordinamento soci, con Parabiago in pole position per raccogliere il testimone da Canegrate. Intanto, da via XX Settembre si mettono in cantiere le sfide per il prossimo semestre.

A partire dall'internalizzazione delle attività legate al servizio di pulizia, attualmente in appalto esterno a Miorelli Service, che porteranno un cospicuo numero di nuovi dipendenti in pancia ad Euro.PA e incrementeranno il volume di fatturato che ruota intorno a questa voce fino a 800mila euro circa, con un +300mila euro rispetto ai 500mila attuali. «Nei prossimi sei mesi la nostra sfida più importante è l'internalizzazione delle pulizie - spiega Luca Monolo -, composta dall'internalizzazione dei servizi che in questo momento abbiamo in appalto esterno con Miorelli Service che riguardano 8 comuni nostri soci. A questi si aggiungono le attività di pulizia che svolgiamo per le parti comuni degli immobili S.A.P. e il perimetro operativo che il comune di Legnano ha ipotizzato di passare sotto di noi, ovvero la custodia e pulizia di tutti gli immobili sportivi che il comune di Legnano ha in AMGA Sport. Tutto questo pacchetto verrebbe internalizzato e gestito da noi con personale che andremo ad individuare prima con la clausola del contratto sociale, per cui proponendo gli stessi contratti al personale uscente, e poi come da prassi con un concorso pubblico per l'eventuale personale che dovesse mancare». 

Sempre per il secondo semestre 2018, altro obiettivo nel mirino della partecipata è l'affidamento in house del servizio di global service stradale, che verosimilmente, però, potrebbe concretizzarsi nel 2019. Anche in questo caso l'incremento di fatturato legato al raggiuntimento del target è significativo, con un passaggio da 300mila a 600mila euro. «Un'altra sfida che stiamo portado avanti è quella che riguarda i comuni che ci affidano il service stradale - continua Monolo -: l'idea è quella di considerare la strada come un asset complessivo che comprenda sia strade e marciapiedi come manutenzione e gestione, sia la segnaletica orizzontale, verticale e semaforica, sia la gestione del sottosuolo e della neve. Tutte sfaccettature che vorremmo identificare in un contratto unico di global service, come già facciamo per gli immobili».

Già concretizzata, invece, la razionalizzazione interna del perimetro operativo dei servizi territoriali, a supporto della quale nell'anno 2018 Euro.PA ha posato 50 km di fibra proprietaria a Legnano, nell'ambito di un'operazione che mira a collegare in fibra - esclusivamente dedicata ai servizi pubblici - tutti i comuni soci della partecipata dal Legnanese al Castanese.

(Leda Mocchetti)