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Dairago, una serata alla "scoperta" dell'affido familiare

Una serata informativa sull’affido familiare per far comprendere in cosa consiste questa istituzione dell’ordinamento civile italiano e creare una rete di famiglie che possano accogliere minori in situazioni di instabilità familiare nelle proprie case. È il senso dell’incontro che si terrà a Dairago giovedì 24 maggio alle 21.00 al cine auditorium Paolo VI dell’oratorio San Tarcisio in piazza Burgaria.

A organizzarlo l’azienda consortile So.Le., che gestisce il servizio affidi per conto del Piano di Zona Legnanese, in collaborazione con la parrocchia San Genesio, AffiDandoci (associazione delle famiglie affidatarie attiva sul territorio a livello sovracomunale) e la collaborazione del comune di Dairago. Questa serata, come quelle che si sono già tenute e si terranno nei prossimi mesi nei comuni aderenti al Piano di Zona, vuole informare e sensibilizzare su un problema per cui So.Le, con i comuni, è impegnata a creare una rete di famiglie disponibili all’accoglienza.

Le famiglie interessate potranno in seguito frequentare un corso di formazione che potrebbe partire in autunno. Dopo il corso sarà il servizio affidi dell’azienda a valutare la famiglia o il single che hanno seguito la formazione per decidere se e con quale affido procedere. Questo alla luce delle risorse e delle fragilità di ogni nucleo familiare o single per trovare la migliore soluzione nell’interesse del minore e degli affidatari. Le famiglie scelte saranno costantemente seguite durante l’affido con incontri periodici, nella consapevolezza dell’importanza della relazione e della vicinanza in questo percorso. Al momento si sta tenendo un corso di formazione nella sede So.Le. in via XX Settembre a Legnano, cui partecipano una quindicina di coppie.

Sul territorio del Piano di Zona oggi sono otto i minori per i quali il Tribunale ha disposto l’affidamento e che sono ancora in attesa, trentadue i minori in affido, con un’età che va dai due ai ventuno anni (il diciottenne può chiedere, infatti, di restare nella famiglia affidataria per altri tre anni). L’affido può essere di tipo giudiziale (disposto dal Tribunale) o, caso più raro, consensuale (la procedura parte dai servizi sociali o dal servizio di tutela dei minori e vede l’accettazione da parte della famiglia d’origine). L’affido può essere full o part time.

La serata sarà condotta dalle operatrici del servizio affidi, Serena Granato e Federica Forte, e
punterà al coinvolgimento dei partecipanti, stimolando domande e riflessioni. A questo scopo
alcune famiglie affidatarie, che fanno capo all’associazione AffiDandoci, porteranno la loro
testimonianza
diretta dell’esperienza.