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Vandali in azione contro "La Foppa" e la ex piattaforma ecologica

Raid vandalico a San Vittore Olona: nel mirino dei teppisti, al momento ignoti, sono finite l’area umida "La Foppa" e l'antistante ex piattaforma ecologica, due luoghi che da marzo dello scorso anno fanno parte della "Olona Greenway", il percorso verde di 12 km che attraversa il PLIS dei Mulini.

Ad essere "colpite" nell’ex piattaforma ecologica sono state le arnie didattiche e "L’Hotel degli insetti", allestiti solamente due settimane fa dall’apicultore Polinelli: dopo aver abbattuto un tratto della recinzione, i teppisti le hanno infatti fracassate. Poi, i vandali si sono scagliati contro il totem didattico che presenta l’area umida "La Foppa" ai visitatori che percorrono la Olona Greenway: totem che è stato ricoperto di frasi dal tenore volgare ed offensivo.

La Polizia Locale è stata incaricata dal sindaco Marilena Vercesi di trasmettere un fascicolo alla Procura della Repubblica. Intanto, la prima cittadina ha condannato il gesto con aspre parole:  «Sono fatti che si commentano da soli - ha commentato Vercesi -. Lo ripeto per l’ennesima volta: quella di cui parliamo è tutt’altro che un’area inquinata. Dove c’era la discarica comunale abbiamo recuperato un’area proprio in virtù di una convenzione sottoscritta con il sig. Polinelli dove lo stesso si impegna a produrre miele riqualificando l’area e mettendola a servizio della comunità e delle attività didattiche dell’Istituto comprensivo Carducci. Oggi l’area umida de "La Foppa", alimentata da acqua dell’Olona fitodepurata, è una realtà ecosistemica riconosciuta dal PLIS dei Mulini, dalla Regione Lombardia, dalla LIPU - Fabrizio Bandera della Lipu di Parabiago la ha definita "uno scrigno di biodiversità"-, dagli "Amici dell’Olona" e dalle scuole del circondario, non ultimo l’istituto "Cavalleri" di Parabiago che ha manifestato interesse partecipando ai progetti di Open Coesione. La follia e l’odio hanno mosso la mano di chi si è prodotto in queste azioni vandaliche, ma non lasceremo nulla di intentato, soprattutto perché non è la prima volta che subiamo questi attacchi, e le forze dell’ordine sono già state interessate».