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Crisi giunta Fratus, si aspetta la decisione del prefetto

Tutto tace. Non si hanno ancora notizie ufficiali su qualsiasi decisione sia stata presa o meno in Prefettura, dopo la seconda seduta del consiglio comunale di Legnano, svoltosi ieri sera, mercoledi' 27 marzo, senza la presenza del numero legale dei consiglieri.

Arriverà il commissario prefettizio oppure quello "ad acta"? Con il primo, avremo lo scioglimento del consiglio comunale e nuove elezioni nel 2020. Con il secondo, si potrebbe aprire lo scenario a cui ieri ha puntato dritto dritto il vice sindaco Maurizio Cozzi per cui «in caso di dimissioni non contestuali dei consiglieri comunali, il consiglio può provvedere alla surroga di un consigliere comunale anche con la metà meno uno dei consiglieri». 

Ricordiamo, però, che sull'argomento il segretario comunale, dr. Enzo Marino, ha dato parere negativo, passando la palla al prefetto.

     «Tutto è nelle mani del prefetto». Così, infatti, ci aveva salutati il segretario. Oggi dall'Ufficio Stampa della Prefettura non sono state comunicate decisioni in merito. Sentito questa mattina e a tarda sera, sempre la stessa risposta: "Per Legnano non abbiamo notizie". In questo momento, Fratus resiste al suo posto. Per quanto tempo, non c'è certezza. Ma l'attività prosegue, come conferma oggi la presenza dell'assessore Alpoggio a Roma, per l'ennesima riunione al Mise sul futuro della Franco Tosi.

Resta inoltre il nodo del bilancio, da approvare in tempi stretti. 

La città intanto resta. in stallo in attesa di conoscere quale sarà il suo futuro, se avrà ancora un governo o un commissario che, senza Giunta e senza Consiglio comunale, porterà avanti prevalentemente l'ordinaria amministrazione. Il commissario può compiere anche atti di straordinaria amministrazione; tuttavia, non dovendo rispondere agli elettori, difficilmente assume decisioni di portata strategica. 

Intanto il Pd sollecita le autorità ad intervenire e a sciogliere il consiglio 

(Marco Tajè)