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Migranti per la libertà: «Nessuno li fermerà»

  • LEGNANO
  • venerdì 25 novembre 2016
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«Questi giovani vogliono una chance e non c'è niente e nessuno che li possa fermare». Raffaele Masto, giornalista di Radio Popolare, ha girato l'Africa in lungo e in largo. E' un africanista e mercoledì, 23 novembre, ha parlato all'incontro "Storie di Viaggio" organizzato al centro Sociale Sandro Pertini, a Mazzafame, con il patrocinio del Comune. Tra gli ospiti, i referenti dei Padri Somaschi, la fondazione che gestisce il Cas (Centro di Accoglienza Straordinario) di via Quasimodo e i richiedenti asilo ospitati all'interno della struttura.

I problemi in Africa sono tanti e nella maggior parte sono causati da chi vive in Occidente. Ci sono Stati «governati da dinosauri che non sanno nemmeno dove stia di casa la democrazia», ci sono gruppi terroristici come Boko Haram in Nigeria, Paese tra i più popolati al mondo, ci sono situazioni di sfruttamento, come i cercatori d'oro di Kamituga, ma ci sono anche nazioni apparentemente più tranquille, come il Senegal, dove per raggiungere una città occorrono giornate intere e i giovani sognano una vita diversa: «Come dire a un ventenne analfabeta, costretto a vivere in un villaggio, di non mettersi in viaggio?». Nonostante questo, i numeri delle migrazioni non sono "eccezionali". «Abbiamo 150-160 mila arrivi l'anno - ha spiegato il giornalista - una inezia per un Paese come l'Italia che conta 60 milioni e dove gli stranieri sono 5milioni». Secondo Masto in Europa abbiamo bisogno di chi arriva dall'Africa, «persone con una capacità di vivere il presente e di affrontare la vita in modo incredibile. Se facciamo la guerra, la perdiamo: trasformiamo questa migrazione in qualcosa di bello, ne trarremo solo vantaggi».

Durante la serata è stato presentato il modello di accoglienza di Legnano, dove sono presenti 25 richiedenti asilo e 10 rifugiati afghani inseriti nel progetto Sprar. Tra gli ospiti di via Quasimodo c'è chi è riuscito persino a trovare un lavoro. Avevamo già parlato in passato di Baba, che lavora come cuoco al Centro Sociale Pertini. Con lui altri due ragazzi prestano servizio nello stesso centro. 

Adingra, 25 anni, svolge invece attività come traduttore da un avvocato. Il giovane, che ha portato la sua testimonianza a Mazzafame, è scappato dalla Costa D'Avorio dopo che suo padre, insegnante, è stato ucciso in guerra: era musulmano e faceva attività politica. Con la mamma, cristiana, e i fratelli , Adingra si è rifugiato in Ghana, ma non aveva lavoro. Una esigenza che lo ha spinto a viaggiare per l'Africa fino ad raggiungere la Libia dove ha trovato un impiego. Quando è scoppiata l'Ebola, gli africani non erano però ben visti e, grazie ad un prestito, il giovane è riuscito ad arrivare in Italia, prima a Bresso e poi a Legnano. «Non volevo andare in Europa, i miei amici descrivevano la Francia come un Paese sempre grigio e freddo - racconta Adingra - ma il mio obiettivo era uno solo: aiutare la mia mamma e i miei fratelli». E' rimasto diverse volte senza soldi, ma è sempre riuscito ad andare avanti. Durante i suoi lunghi viaggi ha imparato lingue e conosciuto persone. Ha studiato italiano e ha preso il diploma di scuola secondaria di primo grado. Adingra ha anche frequentato un corso di mediatore linguistico, ha lavorato in un centro di accoglienza a Milano e grazie a Michele e Valentina oggi presta attività di traduttore da un avvocato: «Una grande opportunità per cui ringrazio Michele e Valentina e tutte le persone che qui a Legnano mi sono state vicine». 

(Valeria Arini)

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