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Torna l'ombra della 'ndrangheta, ma La Tela è un posto sicuro

Minacce di attentati incendiari in seguito alla confisca del Re Nove e illazioni su presunti voti di scambio tra famiglia Medici e l'ex sindaco Magistrali. Si torna a parlare di mafia, a Rescaldina, all'indomani dei 28 arresti eseguiti dai Carabinieri nell'ambito dell'inchiesta "Crociata" che ha portato allo smantellamento di una presunta cellula di 'ndrangheta operante in tutto il nord Italia e con sede a Mariano Comense.

Nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Milano, come riportato da Il Giorno, si legge che Francesco Salvatore Medici, "formulava minacce all'indirizzo di agenti della polizia locale di Rescaldina, rei di avergli chiesto il rispetto del codice della strada, progettava un attentato incendiario in danno dell'ex abitazione del fratello oggetto di provvedimento di confisca e oggi sede del "Centro studi sociali contro le mafie"; infine in occasione delle elezioni comunali del maggio 2014 prometteva al sindaco uscente 100 voti in cambio dell'assegnazione di un alloggio popolare". Tutti  i fatti risalirebbero al 2014.

«E' una cosa devastante e falsa. Smentisco nel modo più assoluto e sono francamente indignato da queste affermazioni - risponde Paolo Magistrali, allora primo cittadino uscente  -. Procederò per vie legali per tutelare la mia persona e la mia dignità». L'ex sindaco racconta di aver sì incontrato Francesco Salvatore Medici durante il suo mandato, ma mai per accordi elettorali. L'incontro avvenne quando Medici, a causa di uno sfratto pendente, andò in municipio a chiedere l'affidamento di una casa popolare. «Medici si presentò in Comune e volle incontrarmi per parlare della sua situazione. Come succede con qualsiasi cittadino che affronta un problema simile, lo reindirizzai ai servizi sociali. Da allora fu seguito dagli uffici. Medici, però, non rientrava nemmeno in graduatoria e non ottenne l'alloggio.  Nessuno lo favorì in alcun modo».

Rassicurazioni arrivano anche da parte dell'osteria La Tela, confiscata a Medici ed oggi restituita alla cittadinanza. «Nel 2014 l'osteria non era stata ancora realizzata quindi non c'è alcuna minaccia attuale a La Tela - ricorda Giovanni Arzuffi presidente della cooperativa sociale Arcadia, capofila della cordata di associazioni che ha dato nuova vita all'Ex Re9 dal dicembre 2015, a sinistra nella foto con l'attuale sindaco Michele Cattaneo -. I Carabinieri monitorano costantemente la situazione e non c'è da preoccuparsi. La Tela è un posto sicuro».

(Chiara Lazzati)

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