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Giudice di Pace: "Ma perchè ci poniamo ancora problemi?"

(m.t.) - Nuovi dubbi agitano i pensieri di quanti si sono battutti per riportare a Lgenano l'Ufficio del Giudice di Pace. La causa di queste perplessità è una richiesta di parere alla Corte dei Conti, avanzata dalla nostra amministrazione comunale. Già nei giorni scorsi, l'avv. Franco Brumana, presidente del Comitato pro Giudice di Pace, aveva manifestato la sua contrarietà (qui il servizio), oggi lo stesso legale e il consigliere del gruppo "Per Legnano", Stefano Quaglia, tornano a farsi sentire con due comunicati. Non manca, da parte dell'avv. Brumana, anche una critica al sindaco Centinaio che avrebbe inoltrato la richiesta alla Conte dei Conti il giorno dopo il consiglio comunale in cui egli aveva detto di averla già spedita. Ecco i due documenti.


Dopo aver mal digerito il consiglio comunale fatto convocare a fine luglio dalle minoranze, pare che l’amministrazione comunale le stia pensando tutte per far saltare il ritorno dell’ufficio del Giudice di Pace a Legnano.
Ora spunta una richiesta di parere alla Corte dei Conti, nella quale si ventila la possibilità di recedere dalla richiesta. Il consiglio comunale ha deciso alla quasi unanimità che in città ci deve essere questo importante servizio di giustizia, anche le forze politiche di maggioranza non possono stare a guardare e devono pretendere che venga osservata la decisione del consiglio comunale.
Dopotutto si spera che chi dice di amare Legnano non voglia far diventare la nostra città una periferia metropolitana senza servizi per imprese e cittadini! Perché i molti altri comuni che hanno chiesto il ripristino dell’ufficio del Giudice di Pace non si sono posti tutti questi problemi?

Stefano Quaglia


Nella richiesta di parere alla Corte dei Conti emerge che:
1)      il Sindaco considera la possibilità di rinunciare al Giudice di Pace ;
2)      dà per scontato che sussistono nuovi o maggiori oneri;
3)      ipotizza un aumento di imposte e di tariffe
4)      chiede se è possibile compensare i “non o maggiori oneri”.

Emerge in evidenza una preconcetta ostilità al Giudice di Pace e la ricerca di una motivazione per rinunciarvi.
Non risulta che per altre spese, molto maggiori e molto meno giustificabili, siano stati richiesti pareri alla Corte dei Conti.
Se il Comune si attiene alla legge e quindi sceglie i dipendenti da trasferire tra coloro che non necessitano di avere spese per essere sostituiti ed affronta le modestissime spese di gestione con modifiche sul bilancio, non vi possono essere problemi di responsabilità contabile.
Il parere richiesto quindi non risponde alla necessità di avere informazione ma a logiche diverse.
E’ una forzatura anche rispetto alle funzioni consultive della Corte de Conti, che non possono riguardare fatti gestionali specifici e concreti, ma solamente questioni astratte e generali.

Si rileva inoltre che la richiesta di parere è del 7 ottobre e quindi posteriore di un giorno al Consiglio Comunale in cui il Sindaco aveva detto di averla inoltrata.

Cordiali saluti

Avv. Franco Brumana