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Giampaolo Montesano: il re del dribbling, da Zico “esempio di umiltà” alle ombre del mondo del calcio anni ’80

Puntata numero 16 per il podcast "Figli di un gol Minore" con l'ex calciatore, che dagli inizi a Taino e Varese racconta anche un mondo del pallone fatto di flebo, farmaci e trucchi per evitare controlli antidoping

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Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.

Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.

Giampaolo Montesano è l’incarnazione di un calcio che non esiste più, nato tra i campetti di Taino e sbocciato in un settore giovanile del Varese che era una fucina di campioni. La sua carriera è stata decisa da un colpo di fortuna a Bellinzona: una convocazione dell’ultimo minuto per un torneo internazionale che gli ha permesso di mostrare quel dribbling funambolico che sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica. Nel suo racconto emergono figure mitiche come Eugenio Fascetti, un “padre severo” che con i suoi modi duri e l’ossessione per la puntualità ne ha forgiato il carattere professionistico. Ma è a Palermo che Montesano trova la sua consacrazione: accolto dallo scetticismo iniziale e paragonato quasi per scherno a una “gallina” durante il riscaldamento, gli sono bastati venti minuti contro il Torino per far innamorare i quarantamila della Favorita, dando il via a una storia d’amore da 200 presenze in maglia rosanero.

Il percorso di Montesano è un intreccio di aneddoti incredibili e scontri con le leggende del pallone. Dal timore reverenziale per Zico a Udine «un esempio di umiltà e classe inarrivabile» fino ai duelli rusticani con Pietro Vierchowod, che lo definì uno degli avversari più difficili mai marcati. Tra i ricordi più crudi, Montesano non nasconde le ombre del calcio anni ’80, fatto di flebo e farmaci oggi proibiti, necessari per reggere ritmi che il fisico umano faticava a sostenere. Oggi, quel bagaglio di esperienza è tutto al servizio dei più piccoli: con la sua scuola calcio, si dedica a insegnare la “Veronica” e il piacere del gioco, convinto che il calcio debba essere prima di tutto uno strumento di crescita sociale contro l’isolamento dei moderni smartphone. È un “pazzo giusto”, come lo definiva il presidente del Palermo Gaspere Gambino, che continua a vivere il campo con il cuore rivolto all’attacco e lo sguardo sempre attento a scovare il prossimo talento, oltre a nutrirsi degli abbracci dei suoi piccoli calciatori del Taino.

Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.

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Pubblicato il 18 Marzo 2026
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