Francesco Russo continua a parare: “Dalla vittoria contro il Milan di Shevchenko al Giubiasco: ho un record da battere”
La carriera del portiere che ripercorre le atmosfere agrodolci del professionismo in Italia, tra fallimenti e stipendi non pagati. Ma anche le tante esperienze in Svizzera tra Lugano e l'ultima a 44 anni, senza alcuna intenzione di fermarsi: "Ho letto di un portiere di 51 anni, voglio superarlo"
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
Protagonista della puntata numero 15 è Francesco Russo, portiere classe ’81 che incarna lo spirito del calcio autentico, quello che dai campi in terra battuta di Azzate lo ha portato nel professionismo in Italia e in Svizzera. Nel corso della puntata il portiere varesino ripercorre con emozione tappe indelebili: dall’esordio con la maglia del Varese, una storica vittoria contro il Milan di Zaccheroni — dove si ritrovò a parare di fronte a un debuttante Shevchenko — fino alle asprezze della Serie C. La sua storia è fatta di contrasti netti, dalle fughe dai ritiri a Lecco per mancanza di fondi societari, all’incredibile calore di Cava de’ Tirreni, dove l’affetto dei tifosi sopperiva a mesi di stipendi non pagati. È il racconto di un calcio di “tacchetti di ferro e fango”, vissuto con la dedizione di un “onesto lavoratore” del pallone.
Oggi, a 44 anni, Russo non ha alcuna intenzione di smettere. Difende i pali del Giubiasco, in Svizzera, con un obiettivo che sa di sfida: superare il record di un collega rimasto in campo fino a 51 anni. Aspetti tecnici e tattici, avventure e aneddoti surreali — come l’atterraggio dell’elicottero del presidente Constantin sul terreno di gioco a Sion — e i ricordi di compagni come Quagliarella e Insigne, emerge il ritratto di un atleta che vive per la fatica. La sua è una sfida continua al tempo, alimentata dal desiderio di resistere al dolore pur di continuare a volare tra i pali.
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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