L’Osteria Giacobazzi sul palco del Galleria: intervista del BeCava al comico romagnolo
L'attore e cabarettista romagnolo ha ripercorso la sua carriera raccontato storie di vita divertenti al Teatro Galleria dove è andato in scena il suo spettacolo
È uscito il nuovo episodio del podcast del BeCava, la redazione social del Liceo Cavalleri di Parabiago, che questa volta ha intervistato il comico romagnolo Giuseppe Giacobazzi. L’intervista è stata registrata al Teatro Galleria di Legnano, in occasione del suo spettacolo Osteria Giacobazzi, ed è stata condotta dalle speaker Elisabetta Kalynych e Rebecca Scigliano. Le due studentesse hanno guidato il cabarettista in una conversazione ricca di riflessioni, aneddoti e momenti di comicità.
Giacobazzi ha ripercorso la sua carriera con il consueto stile ironico: «Ho capito che fare il comico sarebbe diventato un lavoro solo quando hanno iniziato a pagarmi; prima era un hobby».
Il suo personaggio nasce da un intreccio tra vita reale e invenzione scenica. Dietro Giacobazzi c’è infatti Andrea Sasdelli, dove le origini del personaggio risalgono agli anni ’80: «È nato nel 1984 in radio, quando facevo una trasmissione radiofonica e avevo inventato il personaggio del signor Giuseppe. Poi, salendo sul palco, dovevo dargli anche un cognome: il mio era difficile, così ho deciso di ispirarmi alla mia passione per la Formula 1, in particolare allo sponsor emiliano sulla tuta di Gilles Villeneuve».
Per il suo spettacolo, il comico ha scelto l’ambientazione dell’osteria, richiamando un passato fatto di convivialità e semplicità quando ci lavorava: «Nell’ambiente dell’osteria tutti diventano amici, ci si prende in giro e si sta insieme: ho voluto ricreare quella sensazione a teatro». Un forte legame con le sue origini emerge anche nel linguaggio e nelle storie raccontate: «Dalla parlata dialettale, con la “s” tipica, fino agli aneddoti, tutto rimanda alla mia Romagna».
Durante l’intervista, Giacobazzi ha ricordato anche una tappa fondamentale della sua carriera: l’esperienza a Zelig. «È stata quella che mi ha cambiato la vita: da un momento all’altro sei in televisione. Nei primi anni 2000 il programma aveva un pubblico enorme ed era il modo migliore per farsi conoscere. Il pubblico è come una seduta psicoanalitica: ci si fa bene a vicenda, io con le mie storie e loro con la loro risata».
Non sono mancati i ricordi delle emozioni prima di salire sul palco: «Molti dicevano “vai e divertiti”, ma la tensione c’era. Poi, quando sali, succede qualcosa di magico e diventi padrone di quelle assi».
Oggi, in un contesto in cui si parla spesso di politicamente corretto, il cabarettista ha una posizione chiara: «Non l’ho mai praticato, non è un problema per me». Il segreto del suo successo sta forse proprio nella semplicità e nell’autenticità: «Racconto la mia vita e l’ho sempre fatto. Le storie nascono da esperienze vissute da me o dai miei amici più cari: così si crea empatia con il pubblico, che si riconosce in ciò che racconto».
A chiudere l’intervista, ricorda gli aneddoti più amati dal pubblico citando quello della “morosa al caminetto di Milano Marittima”, diventato uno dei preferiti dal pubblico.
Il podcast è disponibile su Spotify, Spreaker e sul sito ufficiale, ed è consultabile anche su Legnanonews, nella sezione dedicata al BeCava. Il progetto è supervisionato dalle professoresse Catia Vinciguerra e Miriam Morsani, insieme al docente Pippo Venditti.








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