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Flcgil Legnano: «Legge di bilancio avara con la scuola»

«Solo qualche mancia» per la scuola nella legge di bilancio per la Flc Cgil Legnano, che parla di una manovra con più ombre che luci e di occasione persa

Generico 2018

Una legge di bilancio «avara con la scuola». La denuncia arriva dalla FlcCgil Legnano, che vede più luci che ombre nella manovra che ha ottenuto il via libera nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e parla di «occasione persa» per il mondo della scuola.

Il Consiglio dei ministri approva la manovra. Dalle pensioni al Supebonus ecco cosa prevede

 

«Il Consiglio dei Ministri di giovedì 28 ottobre ha varato, con applauso finale, la manovra di bilancio del 2022 – spiega Pippo Frisone, sindacalista della FlcCgil Legnano -. Sono 30 i miliardi messi sul piatto dal Governo. Per quanto riguarda la scuola sono previsti 300 milioni di euro per la proroga dei contratti Covid al personale docente fino a giugno 2022, personale amministrativo, tecnico ed ausiliario escluso, 200 milioni di euro per l’incremento del fondo valorizzazione docenti, 381,7 milioni di euro per le card docenti, 191,28 milioni di euro per l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria a partire dalle 4° e 5° classi a regime nel 2033, 200 milioni di euro per il fondo edilizia scolastica e 1,7 miliardi di euro per il rinnovo del contratto scuola (circa 87 euro lordi + 11,50 euro di assegno perequativo). Allo schema di decreto risultano collegati ben 23 disegni di legge, uno dei quali riguarda la cosiddetta autonomia differenziata, accantonata e messa da parte dagli ultimi due Governi e ora riproposta un po’ all’insaputa. Nella manovra è compreso anche il ritocco alle pensioni, limitato al 2022, con Quota 100 innalzata a Quota 102 e qualche ritocco sul fisco che riguarda più gli sgravi alle imprese che l’abbattimento del cuneo fiscale».

«Direi una manovra con tante ombre e poche luci – è il commento di Frisone -. Al Parlamento assegnati 8 miliardi per aggiustamenti e rifiniture che non ne intaccano l’impianto di fondo, quello che qualche giorno prima il premier Draghi aveva illustrato a Bruxelles. Una manovra che per la prima volta non è impostata sui tagli ma su come distribuire i Fondi ricevuti dall’Europa. Fondi del PNRR per lo più destinati al sostegno alla crescita e agli investimenti pubblici e privati. Un’occasione persa per la scuola che riceve solo qualche mancia nel solco della tanta deprecata Buona Scuola. Stipendi che non decollano e un precariato endemico che non ha eguali in Europa. Una scuola al ribasso che rischia di alimentare non solo le diseguaglianze sociali ma anche quelle territoriali ove venisse realizzata l’autonomia differenziata. Da fattore di crescita, la scuola se abbandonata a se stessa potrebbe risultare un fattore non solo di rallentamento ma addirittura d’intralcio. Fino a quando non si metteranno al centro e non solo a parole ma coi fatti, l’istruzione, la cultura e i giovani, difficilmente il nostro Paese avrà un futuro duraturo e sostenibile».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 01 Novembre 2021
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