Didattica a distanza: «Fondamentale mantenere la dimensione umana»

Le riflesioni di una docente dell'Itce Maggiolini di Parabiago

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni sulla didattica a distanza in corso al Maggiolini di Parabiago con una riflessione in particolare sull'importanza della dimensione umana e sociale riportata da una docente dell'Istituto


In queste settimane si sono moltiplicati gli articoli relativi ai vari aspetti, tecnologici e didattici, della didattica a distanza e di come le diverse scuole si sono attivate per garantire ai propri studenti la continuità delle attività di insegnamento, lontano dalle aule scolastiche.

Anche l’I.T.E.T “G. Maggiolini” di Parabiago, da subito, ha messo in campo tutte le risorse professionali e tecnologiche a disposizione per garantire il meglio ai propri studenti.

Il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Daniela Lazzati, ha dato le direttive, le linee guida da seguire ed i docenti si sono, con grande senso di responsabilità , immediatamente messi in gioco, utilizzando piattaforme, predisponendo materiali, somministrando video lezioni on line e/o registrate e così via.

Ma quello che, da sempre, caratterizza il “Maggiolini” e a cui il Dirigente Scolastico ha sempre dato enorme rilievo, non si è perso con questa nuova modalità didattica, che esclude la presenza fisica in aula: il lato umano del rapporto scuola-alunni, docente-studente.  Relazioni umane ancora più importanti e strategiche in un momento difficile ed anomalo come questo che vede i nostri ragazzi e ragazze costretti in casa 24h/24, cosa che non si può certo definire normalità.

Per il “Maggiolini” lo studente è davvero al centro del percorso didattico-educativo e delle attività di insegnamento-apprendimento:  lo studente, ciascuno dei nostri ragazzi è per noi “persona”, nel senso latino del termine, ovvero con la singolarità propria di ogni individuo, ciascuno con le proprie caratteristiche, uniche ed irripetibili, con la propria intelligenza, la propria sensibilità.

Ad esemplificare e testimoniare tutto ciò si trasmette la mail che la Prof.ssa Monica ELLI, docente di Storia dell’Arte, ha inviato, in questi giorni, alla Dirigente Scolastica dell’ I.T.E.T  “Maggiolini” di Parabiago, Prof.ssa Daniela Lazzati.

Buon giorno Preside

Spero innanzitutto stia bene. Le scrivo per raccontarle come stanno andando queste settimane nelle quali, tutti, ci troviamo a gestire e ad affrontare una situazione sicuramente anomala, che ci costringe a rivedere e rivalutare molti aspetti della nostra vita, le nostre priorità, il nostro modo di lavorare, i nostri affetti, in generale il nostro tempo.

Mai avrei potuto immaginare che il mio primo anno di insegnamento “ufficiale” mi avrebbe costretto a rivedere, radicalmente, le modalità didattiche. Non c’è Tfa, corso di aggiornamento o di formazione che ti insegni, ti educhi a un rapporto umano con i ragazzi. Ed è questo che sto scoprendo, o meglio, ri-scoprendo.

Sento in loro (e soprattutto in me) la necessità di mantenere un legame affettivo, che passi anche semplicemente dall’iniziare la lezione a distanza facendo l’appello, chiedendo loro, singolarmente e personalmente come stanno. Mi viene a proposito in mente quel passo di Pennac che dice:

“Non posso decidermi a trascurare l’appello, anche se sono di fretta. Recitare una lista di nomi come se contassero le pecore è inammissibile. Io chiamo i miei ragazzi guardandoli, li accolgo, li nomino uno per uno, e ascolto la loro risposta. [….] Un breve istante in cui lo studente deve sentire di esistere ai miei occhi, lui e non un altro” 

Ecco, in un momento in cui viviamo la condizione dell’isolamento forzato, il mantenere la dimensione umana e sociale, penso sia fondamentale, al di là di qualsiasi programma ministeriale.

A questo proposito ci tenevo a raccontarle un’iniziativa che ho lanciato ai ragazzi. Ho mandato loro questo messaggio:

Cari ragazzi

in un momento così delicato e particolare, voglio lanciarvi una sfida, non un compito, una sfida. Mi piacerebbe che ciascuno di voi condividesse qui un’immagine, una poesia, una foto..che possa farci fare, un domani, memoria di questo tempo. Chiedo agli altri  di astenersi da qualsiasi commento. Condivideremo soltanto e in silenzio ciò che per noi è significativo. Ovviamente non è obbligatorio, non è un compito, non è prevista una valutazione..

Quando finalmente ci ritroveremo condivideremo i nostri pensieri.

Inizio io!

Qualcuno ha approfittato di questa possibilità per raccontare il disagio, la difficoltà familiare, in cui si trova costretto a stare in queste settimane, aspettando di “poter tornare libera..”, altri invece hanno condiviso fotografie relative allo sforzo immane che medici e infermieri stanno affrontando, altri ancora hanno condiviso immagini di una primavera che si è presa il suo spazio, nonostante tutto.

Magari chissà, si potrebbe pensare di allestire una piccola mostra al nostro rientro (…), è solo un’idea, ovviamente.

Parlando di cose più tecniche le comunico che in 4E Tur (dove appunto ho il coordinamento) stiamo cercando di distribuire equamente le consegne e le lezioni via Skype. Sentiamo e rassicuriamo  costantemente i ragazzi chiedendo loro di segnalarci, senza paura, le eventuali difficoltà riscontrate.

Vorrei concludere con una poesia, mandatami da un ragazzo estremamente sensibile di 4E, R.M.

Le strade isolate,

nessun piede vi posa sopra per attraversarle

e nemmeno le foglie osano farsi trascinare dal vento invernale.

Rinchiusi in questa allegoria grottesca,

che permea la nostra solitudine,

l’unica cosa che ci collega

non è altro che una metafora.

Il silenzio regna,

ha perso ciò che lo rendeva così raro,

perché ora è diventato soltanto rumore.

A presto

Monica Elli

di direttore@legnanonews.com
Pubblicato il 02 Aprile 2020
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