Scuola: la precarietà aumenta, l’allarme del sindacato

Le considerazioni del sindacalista legnanese, Pippo Frisone Flcgil, sul grande problema del precariato nella scuola e in particolare nella provincia di Milano

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del sindacalista legnanese precariato e concorsi Pippo Frisone Flcgil Legnano sul grande problema del precariato nella scuola e in particolare nella provincia di Milano.


[pubblicita] Nell’anno scolastico 2018-19 il precariato ha sfiorato le 168mila unità. Quest’anno la sensazione è che quella cifra verrà superata. E non parliamo solo dei supplenti annuali su posti vacanti ma anche di quelli al 30 giugno, di quelli su posti part-time, degli spezzonisti sopra e sotto le 6 ore, quelli sul sostegno con o senza la specializzazione.

A Milano nell’incontro col Prefetto i sindacati hanno comunicato una cifra che sfiora le 10mila unità. E’ questo frastagliato mondo dei precari che da anni manda avanti la scuola italiana che
aspetta risposte chiare e immediate dal Parlamento. Esaurite in molte scuole le graduatorie di terza fascia per le supplenze. Mancano i docenti di matematica e di italiano nelle medie, mancano le maestre nella primaria e mancano i docenti delle materie tecnico-scientifiche nelle superiori.

Mancano soprattutto i docenti specialisti di sostegno in tutti gli ordini e gradi di scuola. E’ da quasi un mese il massiccio ricorso alle MAD (messe a disposizione). Pare che abbiano superato le 11mila unità a livello nazionale. Nella nostra provincia si contano oramai a centinaia. Il quadro complessivo sul reclutamento appare sconfortante come non mai. Dopo i rilievi mossi dal Presidente della Repubblica a fine ottobre il cosiddetto decreto salva precari è stato ripresentato. Ed ecco imbarcati anche i precari delle paritarie che parteciperanno al concorso straordinario solo per il conseguimento dell’abilitazione. Il decreto è ora all’esame delle commissioni in Parlamento; presentati un centinaio di emendamenti, tredici dei quali concordati dalla stessa maggioranza. Tra questi ultimi anche la proposta di un ritorno alle graduatorie provinciali di supplenza. Ma anche quest’ennesimo concorso straordinario, riservato ai docenti della secondaria con almeno 3 anni di servizio nell’ultimo ottennio, dopo quelli di infanzia e primaria e quello riservato agli abilitati di seconda fascia del 2018, non risolveranno tutti i problemi del precariato. Innanzitutto i 24mila posti messi a concorso sono comprensivi dei posti di sostegno, saranno a base regionale e non saranno banditi per tutte le classi di concorso ma solo dove è prevista una disponibilità di posti nel 2020/21 e 21/22. Quanti passeranno la prova scritta computer basic con almeno 7/10 e assunti in ruolo, dovranno acquisire anche i 24 CFU se non ancora in possesso; inoltre, dovranno dimostrare dinnanzi al comitato di valutazione di saper svolgere una lezione nella propria materia d’insegnamento. Solo alla fine dell’anno di prova, se superato positivamente, saranno confermati in ruolo. Parallelamente al concorso straordinario dovrebbero essere banditi i concorsi ordinari, a partire da quelli di Infanzia e Primaria già pronti al via. Le procedure dei concorsi ordinari sono lente e farraginose e finchè resteranno tali non potranno essere l’unica risposta agli annosi problemi del precariato della scuola.

Pippo Frisone
Flcgil Legnano

di direttore@legnanonews.com
Pubblicato il 23 Novembre 2019
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