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Arresto cardiaco alla partenza della “Castano di Notte”: decisivo l’intervento con il DAE

L'episodio come ha sottolineato anche Mirco Jurinovich, presidente onorario di 60milavitedasalvare riporta l'attenzione sull'importanza della defibrillazione precoce e sulla diffusione dei dispositivi salvavita sul territorio

Dae defibrillatore semiautomatico

Un uomo di 54 anni, residente ad Arona, è stato colpito da un arresto cardiaco improvviso ieri sera (mercoledì 24 giugno), intorno alle 20.45, in via Malpaga, pochi istanti dopo la partenza della gara podistica “Castano di Notte”. Determinante è stato l’intervento delle persone presenti sul posto che, guidate telefonicamente dall’operatore di AREU, hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato un defibrillatore automatico esterno (DAE) pubblico. La scarica erogata dal dispositivo ha consentito la ripresa dell’attività cardiaca. All’arrivo dell’équipe sanitaria, il 54enne aveva già ripreso conoscenza e si presentava lucido e orientato, rispondendo correttamente alle domande dei soccorritori.

L’episodio come ha sottolineato anche Mirco Jurinovich, presidente onorario di 60milavitedasalvare riporta l’attenzione sull’importanza della defibrillazione precoce e sulla diffusione dei dispositivi salvavita sul territorio.  «La defibrillazione precoce si conferma l’unica terapia realmente efficace per salvare la vita delle persone colpite da arresto cardiaco improvviso. Oltre all’incalcolabile valore umano e sociale di una vita salvata, la tempestività dell’intervento genera anche un importante risparmio per il sistema sanitario: diminuiscono il ricorso alle terapie intensive, la durata dei ricoveri e il rischio di gravi sequele neurologiche permanenti». Jurinovich richiama quindi l’attenzione sull’attuazione della normativa nazionale dedicata alla cardioprotezione. «Eppure, nonostante una mole schiacciante di evidenze scientifiche e i risultati ottenuti nei territori dove la rete della defibrillazione è stata sviluppata, siamo ancora in attesa dell’intervento istituzionale sui decreti attuativi della Legge 116/2021. Una norma che avrebbe dovuto garantire a ogni cittadino, ovunque si trovi, le stesse possibilità di sopravvivenza. Oggi, invece, la probabilità di salvarsi da un arresto cardiaco resta troppo spesso affidata al caso: alla presenza fortuita di un defibrillatore o di qualcuno in grado di intervenire, anziché all’efficienza di un sistema organizzato e capillare».

Un esempio virtuoso di come si potrebbe cercare di dare una risposta veloce in caso di arresto cardiaco arriva dalla Valle d’Aosta, dove è stata sviluppata ValDAE, un’applicazione che supporta il sistema di emergenza territoriale mettendo in rete cittadini formati e defibrillatori presenti sul territorio. Lo strumento consente di allertare rapidamente i soccorritori più vicini e di far arrivare un DAE sul luogo dell’emergenza prima dell’ambulanza, riducendo i tempi di intervento. Un modello organizzativo che ha contribuito a fare della Valle d’Aosta una delle realtà più avanzate in Italia nella gestione degli arresti cardiaci extraospedalieri e che, a differenza della Lombardia, rappresenta un sistema strutturato di attivazione dei cosiddetti “first responder”.

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 25 Giugno 2026
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