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Case di Comunità con il Gruppo Salute Parabiago: “Il diritto alla salute passa anche dall’impegno dei cittadini”

Durante l'incontro è emerso che senza trasparenza, servizi concreti e coinvolgimento dei cittadini le Case di Comunità rischiano di restare vuote promesse, mentre il diritto alla salute continua a essere indebolito. Nei prossimi mesi saranno promossi nuovi momenti pubblici di informazione, monitoraggio e confronto

Generico 19 Jan 2026

Una sanità pubblica realmente accessibile, trasparente e territoriale, in cui le Case di Comunità non siano annunci vuoti ma presìdi concreti di cura e diritto alla salute. È quanto emerso venerdì 16 gennaio, all’Hotel Riale di Parabiago, durante l’assemblea pubblica “Casa di Comunità: questa sconosciuta”. Evento promosso dal Gruppo Salute Parabiago insieme a Legambiente, CGIL Ticino Olona, ANPI Parabiago e Spazio Mondi Migranti. Una sala molto piena ha confermato che la sanità pubblica è un tema vivo e sentito e che cresce la consapevolezza dei cittadini di fronte allo smantellamento progressivo del diritto alla salute. Il Gruppo Salute Parabiago e le realtà promotrici hanno sottolineato che l’iniziativa del 16 gennaio non rappresenta un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso di mobilitazione e controllo civico. Nei prossimi mesi saranno promossi nuovi momenti pubblici di informazione, monitoraggio e confronto, con l’obiettivo di pretendere trasparenza sull’attuazione della Casa di Comunità e di difendere una sanità pubblica realmente accessibile, ribadendo che: «La salute è un diritto collettivo e come tale va difeso insieme, con continuità e determinazione».

Il confronto ha messo in luce con chiarezza ciò che molti vivono ogni giorno sulla propria pelle: una sanità lombarda sempre più sbilanciata a favore del privato, liste d’attesa infinite, servizi pubblici depotenziati e un modello che trasforma la cura in una prestazione da acquistare, invece che in un diritto universale. In questo contesto, le Case di Comunità, annunciate come il fulcro della sanità di prossimità,
rischiano di restare scatole vuote. In Lombardia i ritardi sono gravi e sistematici, e a Parabiago la situazione è ancora più allarmante: mancano informazioni, mancano certezze, mancano risposte. Le richieste di chiarimento rivolte all’Amministrazione comunale dal Gruppo Salute Parabiago sono rimaste senza risposta. Un silenzio inaccettabile su una questione che riguarda la salute di tutte e tutti.

Gli interventi hanno fornito strumenti concreti per capire e reagire. Carlo Borghetti, consigliere regionale del Partito Democratico, ha sintetizzato la storia della sanità in Lombardia negli ultimi decenni sottolineando la visione ospedalocentrica della politica regionale, la crescita di potere della sanità privata senza un reale controllo pubblico. Ha richiamato le responsabilità politiche della Regione Lombardia, le scelte sbagliate e l’assenza di volontà politica per lo sviluppo della medicina territoriale, di prossimità, ossia vicina all’ambiente di vita
dei cittadini. Per non parlare, poi, delle interminabili liste d’attesa, dell’ipotizzato ricorso alle assicurazioni private, di un sistema distorto per cui l’accesso alle cure dipenderà sempre più dalla capacità economica dell’individuo, impedendolo a chi non può pagarsele. Si parla oramai di oltre
sei milioni di cittadini che in Italia rinunciano a curarsi.
Angelo Barbato, medico e ricercatore dell’Istituto Mario Negri di Milano ha rimarcato l’importanza di una approccio proattivo verso il paziente per la prevenzione e la promozione della salute. Chiamato anche medicina di iniziativa, consiste nell’anticipare i bisogni ed i problemi di salute intervenendo in modo preventivo. Si tratta di andare incontro al cittadino prima che le patologie insorgano o si aggravino. E’ questo il modello da attuare nelle Case di Comunità. Ha rimarcato la necessità di una presa in carico “multidisciplinare” del paziente. la Casa di Comunità dovrebbe diventare centro di coordinamento dell’assistenza alla persona, lavorando a stretto contatto con i medici di medicina generale e attuando una integrazione fra servizi sanitari e servizi sociali. Questo deve discendere da un’attenta analisi epidemiologica del territorio e da una programmazione seria di utilizzo del personale e di sviluppo dei servizi.

Generico 19 Jan 2026

Durante il dibattito si è anche avuto modo di rimarcare il ruolo dei medici di medicina generale, una figura professionale che attualmente svolge la propria attività in regime di libera professione e in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. La D.ssa Elisabetta Croce ha fatto risaltare le perplessità sull’efficacia dell’impiego dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità in assenza di una completa rete di servizi che comprenda specialisti e servizi sociali, per una corretta ed adeguata presa in carico dei pazienti. Ed arriviamo all’analisi dello stato di attuazione delle Case di Comunità in Lombardia, svolta sia dall’Istituto Mario Negri che dal Gruppo Consiliare del PD in Regione Lombardia, dalla quale emerge una situazione non confortante: su 216 strutture previste originariamente dalla Regione Lombardia, solo 8 hanno i requisiti obbligatori previsti per legge. Il 96% delle Case di comunità o non esiste o non garantisce tutti i servizi.

E’ la situazione che si sta verificando a Parabiago: ASST Ovest Milano sta oggi adeguando gli ambienti dell’edificio di Via XI Febbraio, quando invece era stata progettata, con i fondi del PNRR, una nuova casa di comunità nell’ex fabbricato industriale Rede. Ma il problema, oltre a quello degli edifici, è soprattutto relativo ai servizi presenti e a quelli che verranno garantiti.

Dal dibattito con il pubblico è emersa una richiesta chiara: trasparenza, servizi veri e partecipazione. I cittadini non accettano più annunci, pretendono certezze. Dal pubblico è emersa una domanda: noi cittadini cosa possiamo fare? Come ha ribadito Stefania Cionci, coordinatrice del Gruppo Salute Parabiago: «La Casa di  Comunità non può essere un’operazione di propaganda. Deve essere un presidio sanitario pubblico reale, accessibile e funzionante. I cittadini debbono essere ascoltati nella programmazione dei servizi alla persona, perchè si tratta della loro salute, del loro benessere, della loro vita. La Casa di Comunità è anche del Comune. L’Ente territoriale non deve rimanere un semplice spettatore in quanto il Sindaco, approvando il piano dei servizi alla persona, è garante dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari. Il nostro Gruppo è aperto ai cittadini che vogliano contribuire a questi obiettivi».

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Pubblicato il 19 Gennaio 2026
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