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All’Ospedale di Legnano 37 test HIV in due ore e mezza, prof Rusconi: “Serve normalizzare l’esame”

I test sono stati effettuati in occasione delle Giornata Mondiale contro l'Aids. Purtroppo ancora oggi le diagnosi tardive e le infezioni inconsapevoli continuano a rappresentare una quota significativa dei nuovi casi

HIV generica

C’è chi ha paura, chi pensa che riguardi solo altri, chi evita il test perché teme il giudizio. Eppure l’HIV, virus dell’immunodeficienza umana, è un’infezione che può riguardare chiunque. Non fare il test significa spesso scoprire l’infezione troppo tardi, quando poteva essere gestita molto meglio. Anche perchè le terapie attuali permettono una buona qualità di vita: si vive quanto una persona non infetta. A confermarlo è il prof Stefano Rusconi direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’ASST Ovest Milanese in occasione della Giornata contro l’HIV durante la quale è stata effettuata una iniziativa mirata al Centro Prelievi dell’Ospedale di Legnano. Su base volontaria dalle 7.30 alle 10 di lunedì 1 dicembre sono stati eseguiti 37 test per l’HIV, un risultato che conferma l’interesse della popolazione ma anche le resistenze che ancora circondano questo tipo di controlli. «Dobbiamo normalizzare il test HIV – afferma Rusconi -. Deve diventare un esame come il colesterolo o la glicemia. Va abbattuta la paura, in Italia oltretutto è gratuito, un’opportunità che non esiste in molti altri Paesi, eppure lo stigma pesa ancora moltissimo».

L’iniziativa rientra nell’attività del reparto di Infettivologia del prof Rusconi, che a oggi ha in carico 1008 pazienti, di questi più del 95% ha raggiunto il “successo terapeutico” perchè segue terapie di nuova generazione: quelle che ti permettono di prendere una sola pillola al giorno, oppure una iniezione ogni due mesi. «Un cambiamento della qualità della vita notevole rispetto ad alcuni anni fa.  Le cure di un tempo erano molto più impegnative, complesse da assumere e difficili da tollerare, con schemi articolati che rendevano la vita quotidiana dei pazienti più faticosa. Oggi il trattamento dell’HIV è diventato semplice e altamente efficace. Sono state introdotte anche la PreEP, ossia profilassi pre-esposizione iniettive, e tra le terapie citate dagli infettivologi figurano i farmaci cabotegravir lenacapavir che fanno essere ottimisti sul futuro. In generale la PrEP, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella prevenzione dell’HIV soprattutto in Italia. Questo è un cambio di passo importante».

Generico 01 Dec 2025

Diagnosi tardive

Purtroppo, ancora oggi le diagnosi tardive e le infezioni inconsapevoli continuano a rappresentare una quota significativa dei nuovi casi. Il profilo di chi arriva alla diagnosi tardiva delinea uomini eterosessuali sopra i 50 anni. Come spiega Rusconi in Italia, le diagnosi tardive restano costantemente elevate: nel 2024 in Italia siano state registrate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4 casi ogni 100.000 residenti, un’incidenza inferiore alla media dell’Europa occidentale, che si attesta a 5,9 casi per 100.000 abitanti. Sono persone che scoprono l’infezione solo quando compaiono segnali clinici evidenti, spesso dopo anni di inconsapevolezza, e che per paura, vergogna o negazione non hanno mai considerato l’idea di effettuare un controllo. «Questi numeri raccontano quanto il tema sia ancora centrale nella nostra realtà – spiega Rusconi -, e quanto sia importante intercettare le persone il prima possibile, perché la diagnosi tardiva rimane un problema costante nel nostro Paese. Durante la mattinata non sono mancati segnali di imbarazzo. Alcune persone hanno sorriso per coprire la vergogna, altre hanno rifiutato dicendo di avere altro da fare, altre ancora si sono dichiarate non a rischio e quindi “sicure” di non avere nulla. Le reazioni che osserviamo sono purtroppo sempre le stesse».

Sbarramento del consenso

Rusconi torna a puntare il dito contro il nodo ancora aperto nel dibattito nazionale riguardante lo sbarramento del consenso informato per il test HIV. Oggi in Italia vige un sistema di tipo opt-in, in cui il test viene eseguito solo se la persona lo richiede e firma uno specifico consenso – afferma l’infettivologo -. Questa modalità però alimenta paure, imbarazzo e rinvii… L’ipotesi su cui si discute è il passaggio a un modello opt-out, dove il test viene proposto automaticamente insieme agli altri esami di routine e il cittadino può rifiutarlo solo se lo desidera. Non si tratterebbe di diminuire l’informazione, ma di normalizzare il test, riducendo lo stigma e favorendo diagnosi più precoci, in un contesto in cui chi vive con HIV, grazie alle terapie moderne, può oggi contare su un’aspettativa e una qualità di vita sovrapponibili a quelle della popolazione generale».

Le terapie antiretrovirali più innovative

Tra le terapie più innovative oggi disponibili figurano Lenacapavir e Fostemsavir, due farmaci definiti un “cambio di paradigma”.  Lenacapavir, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nell’agosto 2023 e diventato rimborsabile, è un inibitore del capside virale capace di agire in più fasi del ciclo dell’HIV. Prevede un avvio con somministrazione orale per due settimane, seguito da un’iniezione ogni sei mesi, e può essere associato ad altri farmaci nei casi più complessi. Si tratta dell’unico agente della sua classe, motivo per cui il suo utilizzo richiede una strategia mirata. Fostemsavir, introdotto nel giugno 2022, è invece un antivirale che blocca l’ingresso dell’HIV nelle cellule legandosi alla proteina gp120 sulla superficie del virus: impedisce così l’interazione con linfociti e macrofagi, evitando l’infezione delle cellule suscettibili e la successiva replicazione virale. Per pazienti con resistenze multiple ai farmaci antiretrovirali rappresenta un’opzione terapeutica aggiuntiva, capace di riaprire possibilità di trattamento anche nei percorsi più complessi.

Check Point di Legnano

Il servizio attivo alla stazione di Legnano, dedicato alla somministrazione di test rapidi per HIV ed epatite C, dal novembre 2023 a oggi ha registrato circa 1500 test. Nel contempo, sempre grazie ai volontari sono state realizzate numerose iniziative anche fuori sede. In costante contatto con il reparto di Infettivologia dell’ASST Ovest Milanese, lo sportello  è diventato una realtà apprezzata dalla comunità proprio per il servizio che in questi anni ha saputo offrire. Così Elisa Casini , responsabile area Inclusione e promozione del benessere della cooperativa Albatros, in occasione della giornata contro l’HIV, che ricade lunedì 1 dicembre, ha tracciato un bilancio delle attività svolte dalla sua apertura a oggi.

Check Point Legnano: 1500 test HIV da novembre 2023, una nuova sede anche a Rescaldina

HIV e AIDS

La Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, conosciuta come AIDS, è stata descritta per la prima volta nel 1981. Rappresenta la fase clinica più avanzata dell’infezione da HIV, il virus dell’immunodeficienza umana. L’HIV è un virus a RNA appartenente alla famiglia dei retrovirus, caratterizzato da un meccanismo di replicazione unico. L’infezione è silente è possibile vivere per anni senza alcun sentore. Sottoporsi al test Hiv, quindi, è l’unico modo per scoprire l’infezione. L’Aids distrugge le cellule CD4, indebolendo il sistema immunitario. La situazione diviene così esasperata che il corpo reagisce come se fosse affetto da un cancro all’ultimo stadio. La sieropositività, dunque, è come una “bestia feroce” che, oggi, con l’evolversi della medicina, è possibile tenere in “gabbia” grazie ai farmaci (antiretrovirali) che ne riducono la carica virale.L’invito resta quello di aggiungere alle analisi del sangue il test dell’HIV, perchè se l’infezione viene intercettata subito, è contenibile. Non si guarisce, ma si può convivere limitando fortemente il rischio di diffusione e di progressione clinica. Per questo è importate la prevenzione: richiedete il test: è gratuito che garantisce l’anonimato.
Per maggiori info consulta il sito della Lega Italiana per la lotta contro l’Aids

Lucia e la sua convivenza con il “lupo”: il virus HIV

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Gea Somazzi
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Pubblicato il 02 Dicembre 2025
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