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Vaccinazione Covid in azienda, il sistema Confartigianato lombardo è a disposizione

Sanavia, Confartigianato Alto Milanese: siamo disponibili ad un confronto per attuare un piano concreto di intervento

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Come espressamente comunicato e assicurato a Regione Lombardia, il sistema Confartigianato Imprese lombardo, unitamente a tutte le proprie organizzazioni territoriali aderenti, ha accolto con interesse il provvedimento approvato dalla Giunta Regionale sulla possibilità di costruire una rete vaccinale riservata ai lavoratori per consentirne la protezione anti Covid-19 anche presso le aziende, con il contributo di
organizzazioni datoriali, imprenditori e medici competenti.

«Dopo averla assicurata alle persone fragili – evidenzia Gianfranco Sanavia, Presidente di Confartigianato Alto Milanese – la scelta di procedere alla vaccinazione dei lavoratori è certamente giusta e corretta, nonché prioritaria se si vuole favorire la ripresa in sicurezza del sistema economico, ed è certamente indispensabile se si vuole restituire, nel più breve tempo possibile al sistema economico la dinamicità persa a causa della pandemia. Con questo sentimento la nostra rappresentanza lombarda, ha assicurato alla Regione di voler al più presto sottoscrivere il relativo Protocollo di Intesa, impegnandoci anche a proporre eventuali integrazioni e adattamenti, se necessari, per evitare che si inneschino fattori di disparità per le PMI, a cominciare dalla potenziale esclusione di tantissime piccole e medie imprese per le quali sarebbe difficilissimo organizzare la somministrazione dei vaccini nella propria sede, in assenza di adeguate condizioni igienico-sanitarie, logistiche e organizzative».

«Sottolineiamo – continua Sanavia – il nodo critico della necessità di prevedere figure amministrative e infermieristiche che possano contribuire alla (complessa) logistica della vaccinazione, tenuto conto che i medici non possono da soli sostenere tutto il carico amministrativo e burocratico conseguente e neppure possono farlo le piccole imprese, se lasciate sole».

«Per questo, come Associazioni del territorio – prosegue Sanavia -, metteremo a servizio le nostre risorse, in una joint venture che Confartigianato Lombardia ritiene assolutamente necessaria con Regione Lombardia, alla quale è stato richiesto un impegno reale nella messa a disposizione di spazi temporanei e attrezzati nei territori, magari con linee e aree dedicate e con il necessario personale medico e infermieristico di supporto, ove poter convogliare i lavoratori delle piccole e micro imprese che non possano essere vaccinati nei propri luoghi di lavoro, allorché inadatti».

«Vanno inoltre chiariti gli aspetti dirimenti della campagna vaccinale – rimarca il presidente di Confartigianato Alto Milanese -: Confartigianato non intende, infatti, sottovalutare né nascondere le difficoltà e gli ostacoli alla campagna vaccinale, sia nazionale che lombarda, che continuamente si manifestano. A partire dalle carenze strutturali e della materia prima, infatti, è difficile pensare che, a breve termine, si possa partire con la
somministrazione dei vaccini nelle imprese superando i tanti problemi ancora irrisolti. È necessario dunque fare chiarezza e dare certezze agli imprenditori perché possano valutare cosa significhi costituire un centro vaccinale presso la propria azienda, garantendo le condizioni di sicurezza, sanitarie, logistiche, organizzative e amministrative richieste dalle bozze di protocolli diffuse. Sarà, peraltro, anche indispensabile, nell’ambito del mondo del lavoro, stabilire con chiarezza: quali dovranno essere i settori merceologici e le mansioni considerati a maggior rischio e ai quali, dunque, riservare la priorità? I vaccini, qualora disponibili, verranno forniti dal SSR (Sistema Sanitario Regionale), ma l’attività del personale sanitario (Medico Competente in primis) e di quello che deve organizzare la campagna vaccinale sarà interamente a carico delle aziende? Quali responsabilità, anche penali, rispetto alla gestione della vaccinazione, potranno ricadere sui datori di lavoro stessi?»

«Si tratta di domande cruciali – conclude il presidente Sanavia – per impostare una concreta campagna vaccinale nelle imprese, rispetto alle quali Confartigianato Lombardia ha sollecitato con forza le Istituzioni a fornire risposte chiare e rassicuranti, a tutela degli imprenditori e dei lavoratori, e per le quali si rende disponibile, in tempi brevissimi, a un confronto tecnico operativo».

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 20 Marzo 2021
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