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Dimenticare la pandemia sarebbe il rischio più grande

Il terzo episodio di Kronos e Kairòs, la serie di podcast di Varesenews sulla pandemia, affronta il tema della memoria. Un racconto corale con tanti protagonisti: insegnanti, studenti, volontari, giovani donne, il Papa

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Era il 21 maggio. Da alcune settimane pensavo a un rischio grande che stavamo correndo: lasciarci alle spalle quel terribile periodo rimuovendolo. Come diceva Marguerite Duras il momento peggiore di una guerra è quello in cui finisce perché iniziamo a dimenticare ed è l’inizio dell’oblio. Un rischio grande, un desiderio quasi naturale di dimenticare quelle lunghissime giornate in cui dovevamo restare a casa.

Per questo ho scritto un lungo articolo che raccontava quale era stato il mio vissuto in quei lunghi mesi. Ho lanciato un sasso nello stagno e i cerchi per tanti giorni non si sono fermati. Hanno scritto oltre cento persone e abbiamo pubblicato tanti pensieri. Un lungo racconto collettivo che sarebbe dovuto diventare uno spettacolo teatrale dentro il festival Glocal. Poi è arrivata la seconda ondata e tutto si è fermato di nuovo.

Quei racconti però erano lì a parlarmi. Bussavano con insistenza e così ho ripreso a leggerli scegliendone alcuni per farli diventare un lungo racconto corale di cosa è stato il lockdown da marzo a maggio.

“Per lungo tempo la mia colonna sonora del coronavirus è stato il trillo di whatsapp. Insieme con questo il silenzio. La redazione di Varesenews si trova in prossimità di una rotonda molto trafficata. Per due mesi non si sentivano più rumori lungo le strade”. Iniziava così quel mio primo articolo.

Kronos e Kairòs è molto di più di una serie di podcast. È sensibilità, cura, professionalità, senso di comunità, ma soprattutto passione per la vita. In questo anno abbiamo scoperto che il virus infetta le persone, ma infetta anche le società. Dipende da noi però quale risposta dare alla pandemia. Abbiamo un futuro da immaginare, progettare e vivere. E non per forza dovrà essere tutto come prima.

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Era il 21 maggio. Da alcune settimane pensavo a un rischio grande che stavamo correndo: lasciarci alle spalle quel terribile periodo rimuovendolo. Come diceva Marguerite Duras il momento peggiore di una guerra è quello in cui finisce perché iniziamo a dimenticare ed è l’inizio dell’oblio. Un rischio grande, un desiderio quasi naturale di dimenticare quelle lunghissime giornate in cui dovevamo restare a casa.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 05 Marzo 2021
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