Referendum sulla giustizia, il governo fissa le date: si vota il 22 e 23 marzo
Il Consiglio dei Ministri ha confermato le giornate per la consultazione sulla riforma. Respinta la richiesta delle opposizioni di slittare ad aprile. Corsa contro il tempo per la raccolta firme del Comitato per il "No"
Il primo Consiglio dei ministri del 2026 ha sciolto le riserve: il referendum sulla riforma della giustizia si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo. La decisione, ufficializzata nel pomeriggio di lunedì, conferma le anticipazioni fornite nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
L’ultimo passaggio formale spetta ora al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dovrà indire ufficialmente la consultazione con un decreto da pubblicare in Gazzetta Ufficiale.
Lo scontro sulle date
La scelta del calendario non è stata priva di tensioni politiche. Dietro la fissazione del voto a marzo si consuma l’ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione. Se il governo ha spinto per una data ravvicinata, le forze di centrosinistra e i comitati per il “No” avevano chiesto di votare ad aprile.
L’obiettivo delle opposizioni era quello di guadagnare tempo per organizzare una campagna referendaria più capillare, convinti che la riforma sia uno strumento per “indebolire la magistratura”. Al contrario, la maggioranza punta a chiudere la partita il prima possibile per dare attuazione a uno dei pilastri del proprio programma.






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