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Elezioni Quirinale, Bianchi: “Berlusconi si gioca la partita, inaccettabile la levata di scudi a sinistra”

Ad una settimana dall'avvio del voto per il tredicesimo Presidente della Repubblica pubblichiamo le riflessioni dal "diario" del deputato varesino Matteo Bianchi

silvio berlusconi

Manca una settimana all’inizio delle elezioni del Presidente della Repubblica. Lo scenario è di due coalizioni che ai blocchi di partenza non hanno maggioranze che consentono scelte in autonomia. Tuttavia, lo scenario attuale è molto diverso rispetto a quello passato ed il centrosinistra sta giocando una partita attendista, consapevole che nei 5 Stelle i sentimenti sono frastagliati e che Renzi giocherà una sua partita in autonomia, abilissimo nelle dinamiche “di palazzo”.

Silvio Berlusconi è intenzionato a giocarsi la partita. Ha chiesto fiducia ai leader del centrodestra e si è stabilizzato nella sua residenza romana per verificare le mosse da fare. Addirittura, voci di Transatlantico narrano che volesse recarsi a Roma già il 2 gennaio: alcuni suoi parlamentari lombardi gli hanno fatto presente che a Roma, in quei giorni, avrebbe trovato ben poche persone già pronte per la partita. Ma Berlusconi è sceso (di nuovo) in campo e dimostra una vitalità ed una scorza incredibile, dopo tutti gli attacchi e le denigrazioni che hanno portato alla caduta dell’ultimo suo Governo, ultimo a chiara espressione della volontà popolare (2008-2011). Presidente della Repubblica era Giorgio Napolitano e da allora ogni Esecutivo nato è stato frutto di compromessi fragilissimi che hanno portato alla situazione che conosciamo.

Io non so se Berlusconi riuscirà ad avere i numeri per essere eletto e non so quale sarà l’eventuale piano B (anche se, ovviamente, ho le mie convinzioni), ma non è accettabile la levata di scudi del centrosinistra sul nome. Se Giorgio Napolitano ha potuto fare il Presidente della Repubblica con la sua storia controversa nel Partito Comunista Italiano, allora non capisco perché non potrebbe farlo Silvio Berlusconi.

Il Partito Comunista Italiano ed i suoi poco limpidi rapporti con l’allora regime dell’Unione Sovietica, tra le altre cose, avevano portato Napolitano a schierarsi apertamente a favore dell’intervento dei carri armati sovietici in Ungheria nel 1956 per reprimere una rivoluzione di studenti ed operai che chiedevano condizioni migliori di vita e libertà. Dopodiché ognuno di noi si può ravvedere e si può correggere, anche in funzione dei mutamenti storici in corso (e Napolitano lo ha diligentemente fatto), ma non si spiega per quale ragione Berlusconi oggi non sia degno, secondo il PD di ricoprire il ruolo di Capo dello Stato. Non mi pare che Napolitano fosse un nome unitario nel 2006, eppure la sinistra ha forzato su quel nome: fu eletto con 543 voti (53,8%).

La presunzione di chi crede che i loro nomi siano di apertura, mentre quelli degli altri chiudano scenari di interesse comune, fanno propendere Parlamentari come il sottoscritto, inclini al dialogo ed al compromesso di qualità, a sostenere la scelta di Berlusconi.

Il paradosso è che proprio Enrico Letta con i veti a creare gli steccati e le divisioni difficili da ricomporre.
Vedremo le evoluzioni nei prossimi giorni che sicuramente non mancheranno

Matteo Bianchi
Deputato Lega

di redazione_varesenews@varesenews.it
Pubblicato il 19 Gennaio 2022
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