Cerro Maggiore: Commissariato il Comune, elezioni nel 2018

Non è passato il bilancio - Nove consiglieri si sono dimessi comportando lo scioglimento del consiglio...

Fine della giunta Rossetti. Il Comune di Cerro Maggiore sarà commissariato e andrà a elezioni nella primavera 2018. Questa sera, 11 aprile, il consiglio comunale ha bocciato il bilancio. Dodici le mani che si sono alzate per respingere il documento finanziario. Solamente 5, a fronte dei nove voti necessari, i favorevoli: il sindaco Teresina Rossetti, gli assessori Marco Corti, Gianni Croci e Marco Lavazza e il capogruppo della ormai ex maggioranza Matteo Lozza.

A questo punto lo scenario che si sarebbe potuto aprire sarebbe stato quello della comunicazione da parte del segretario comunale al Prefetto della mancata approvazione del bilancio. La Prefettura, quindi, avrebbe potuto dare altri 20 giorni al Comune per cercare di ritrovare una maggioranza e nel frattempo la giunta avrebbe potuto continuare a lavorare. Ma a Cerro non succederà nulla di tutto questo. Su proposta di Francesco Spataro, proprio il consigliere indipendente che per due anni è stato l'ago della bilancia dell'amministrazione, la maggioranza dei consiglieri comunali ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni, comportando così l'immediato scioglimento del consiglio comunale e togliendo da subito ogni potere alla giunta. Dopo una fitta consultazione hanno aderito alla proposta di Spataro (vedi lettera a fianco) Marina Lazzati e Thomas Morlacchi della Lega Nord, Livio Zapparoli del Movimento 5 Stelle, Gabriele Dalla Maria di Forza Italia, Piera Landoni, Emanuela Banfi, Ivo Frau della ex maggioranza e il consigliere della minoranza interna Calogero Mantellina. Non hanno firmato le dimissioni, invece, l'ex sindaco Antonio Lazzati, Simona Dell'Acqua e Giuseppe D'Anna. «Firmando le dimissioni avremmo avvalato le bugie dei tre consiglieri Landoni, Banfi e Frau ascoltate questa sera in consiglio – ha spiegato Lazzati -. Questo non significa spezzare una lancia a favore dell'ormai ex sindaco, ma voler far riconoscere le responsabilità. Quanto detto oggi in consiglio non ha fatto assolutamente chiarezza sul perchè della crisi che si è scatenata in giunta. Posso dire di avere un profondo rammarico per la fine ingloriosa della lista civica che fondai nel 2004 e che ormai si era snaturata, fino a giungere alla sua morte naturale».

Ora il governo del paese passerà nelle mani di un commissario prefettizio, che potrà gestire solamente l'ordinaria amministrazione.

I dodici "no" al bilancio comunale sono stati motivati dall'opposizione come reazione all'immobilismo della giunta e al mancato coinvolgimento delle minoranze. Ad accendere le scintille in consiglio comunale sono stati i botta e risposta tra il sindaco Rossetti e la sua ex vice Piera Landoni, l'ex assessore al bilancio Emanuela Banfi e i consiglieri Ivo Frau e Francesco Spataro.

«Ero un timoniere che non poteva fare il suo lavoro. Ma quante mani c'erano su questo timone che tiravano da una parte e dall'altra? – ha affermato l'ormai ex prima cittadina rivolgendosi a Landoni -. Fino a un certo punto sono riuscita a assecondare e a tenere insieme il mio gruppo, ma lei sapeva benissimo quale fosse la situazione in giunta. A un certo punto arriva il momento di dire basta. Volevo essere libera e pulita con me stessa».

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 11 Aprile 2017
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