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“Abbiamo perso l’occasione per far capire che il Palio di Legnano è un Signor Palio”

Nelle considerazioni di un gran priore non reggente un profondo attaccamento al palio e diverse ragioni che avrebbero dovuto portare all'annullamento dell'attuale edizione, perchè questo del 2021 "è tutto, tranne che il palio"

Palio di Legnano 2021

«Buongiorno Marco, ho visto alcune notizie in questi giorni che mi hanno fatto sobbalzare. Il tema è sempre quello, il palio 2021 a Legnano, un tema che mi sta molto a cuore. Continuo a pensare come sia sbagliato perseguire la strada di fare il palio comunque ad ogni costo, lasciando alcune componenti fondamentali che hanno caratterizzato e dato un identità a questa nostra bellissima manifestazione. Scrivo non da GP non reggente, non sarebbe giusto, ma da (ex) ragazzo che ha visto il palio crescere, diventare grande, strutturato e bello a partire dagli anni 80 ad oggi (2019)».

E’ l’inizio di una lunga lettera carica di valori condivisibili da chi vive il palio, come espressione della propria appartenenza alla città. Una lettera sulla quale ci viene chiesto riserbo sulla identità del mittente. La legge sulla stampa lo consente. Ci dispiacerebbe soprattutto che si parlasse di un attacco al mondo del palio. Questa è invece e soprattutto l’espressione di un profondo attaccamento al palio, un atto d’amore nei suoi confronti, che meritano di essere analizzati a fondo, con una mente serena e portata a giudicare senza pregiudizio alcuno. Il palio dovrebbe apprezzare chi, finalmente, scrive quello che pensano in tanti nei nostri manieri, ma non osano dire.

Incominciamo da fatti oggettivi. Comitato palio 24 maggio 2021 (verbale-comitato-palio-24-maggio-2021)
Il sindaco offre due opzioni.
La prima, fare il palio con un pro e molti contro, tra cui un costo da gestire non indifferente etc.
La seconda non fare palio con molti pro e uno contro.
Emerge la volontà di ripartire e poter porre delle basi solide per una ripartenza seria e decisa da parte di tutte le contrade che hanno hanno scelto la prima.
E i risultati?
1- Dire che si può ripartire è stato un azzardo! Le contrade fanno veramente fatica ad organizzare eventi tali da permettere una vera e propria ripartenza.
2 – Fare una manifestazione insensata in piazza il 29 maggio senza poter assistere, con musici inadeguati e una musica non da manifestazione ufficiale (come deciso in precedenti comitati.
… Tradizioni…. E nessuno dice nulla.
Poi si scopre che i musici sono stati cambiati per ragioni economiche /amministrative e non hanno fatto in tempo ad imparare le musiche uffuciali. No comment.
3- Fare una traslazione che tutto aveva tranne di una manifestazione da Palio… Un funerale… Silente.
Senza le contrade in piazza.
4- Organizzare corse per chi ha il giochino in mano con 3/4 mezzosangue non all’altezza e pochi puri già ormai noti, venuti a passeggiare. Un dispendio di energia e soldi evitabili (vedasi scenario B supremo magistrato).

Ma andiamo avanti. La tradizione?
Parola che ci si riempie sempre, ma di concreto mai. Il bando prevede esposizione delle bandiere in città? Mettiamo le bandiere, togliamo le bandiere, rimettiamo le bandiere
Abbiamo visto in che condizioni sono le bandiere ? Quelle in piazza monumento? Rivedasi scenario B del supremo magistrato.
Traslazione… Piazza vuota… Tradizione… e musici nuovamente inadeguati
Scopriamo del bando della figura dell’Alberto da Giussano, punto cardine della rievocazione. Una figura che incarna una tradizione. Lo troveremo adeguato ci si accontenterà del miglior offerente? Speriamo di  trovarlo. Ma possiamo arrivare ad agosto, sperando che il bando non vada deserto?
Questo è e deve essere un punto di partenza!

Passiamo poi alla scenografia del campo, illustrata dal cavaliere del Carroccio in una recente intervista, con la conferma che non ci sarà alcuna ricostruzione ambientale e storica, ma solo una copertura con alcuni teloni.
Cioè? Facciamo un campo nomade con i teli?
La scenografia è il biglietto da visita, ormai note le sue cattive condizioni potevamo sfruttare (ahimè l’ occasione) e sistemare al meglio per un ritorno decente?
Ritorniamo allo scenario B del supremo magistrato.
Sembra che il motto sia “andiamo avanti e poi ci sistemiamo”.
Metodo oltre che sbagliato, pericoloso. Il Palio nella sua interezza è un gioco serio. Non soggetto a improvvisazioni o al dopo vediamo. NO! La macchina Palio è sempre stata organizzata efficace e pronta.

Chiudo, perché divento prolisso, con il comunicato del magistrato del palio di Siena, che racchiude il mio pensiero e forse di molti.
Ci hanno sempre tacciato di scimmiottare Siena e noi a petto in fuori abbiamo difeso il nostro modo di fare palio, ma il passaggio di ” dopo che le assemblee, dei Popoli si saranno espresse…” è forse sì da seguire.
Cosa che a Legnano non è successo. Le reggenze hanno deciso spinti da un Collegio che non ha voluto neanche prendere in considerazione lo scenario B. E molti ora si meravigliano e perché? Perché non sanno e non hanno potuto dire la propria opinione.

Ora il green pass. E i ragazzi tra i 12 e i 18 anni che aspettano il vaccino? Rischiano di stare fuori. Soprattutto di contrade (magari in difficoltà) che non hanno spazio all’aperto.
Le propiziatorie…mah.
Al campo con limitazioni e sottoposti alla scelta di qualcuno.
No, mi spiace. Tutto è, tranne che Palio. I comunicati dei vari comuni Asti, della piccola Bientina, Castel del piano, Ferrara hanno lo stesso principio fondamentale: “… non è Palio senza la gente, senza il trasporto passionale la vita di aggregazione, ritrovarsi, serate, canti”.

Mi spiace. Abbiamo perso un’occasione per far capire che il nostro è un Signor Palio. seppur costruito negli anni, ma con una base ferma ed unica.
Un mondo di aggregazione e di passione.
Ad oggi tutto è, tranne questo. Qualcuno rifletta.
Il conto lo pagheremo alla fine.
Lettera firmata

di info@legnanonews.com
Pubblicato il 07 Agosto 2021
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