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Sicurezza a Legnano, l’analisi di un “Osservatore Distratto”

La percezione dell’insicurezza, spesso, non nasce da chi vive nei quartieri. Ma da chi li attraversa

Sicurezza Urbana a Legnano - convenzione con l'associazione carabinieri

Un lettore appassionato di vita cittadina, ma non attualmente impegnato in politica, ha aperto una pagina Facebook, “Osservatore Distratto”, per l’analisi settimanale dei cinque anni di mandato del sindaco Radice — fatti, numeri, documenti ufficiali. Senza filtri -. Di seguito una sua considerazione in tema di sicurezza.


Il Report della Polizia Locale è stato pubblicato a fine gennaio. L’Osservatore Distratto arriva dopo — è nel nome, è nel metodo- . Ma siccome i numeri non scadono come lo yogurt, vale la pena parlarne.
Legnano, 60.000 abitanti. Cinque anni di mandato dell’attuale Giunta. Oggi, 290 telecamere in funzione — una ogni 207 persone, per chi ama i numeri. E la sicurezza? Ancora classificata come «criticità». Lo dice il Report ufficiale 2025. Non l’opposizione ma il documento dell’amministrazione stessa.
Nel frattempo, i dati raccontano altro: le pattuglie del Sistema Territoriale, quelle impiegate sul territorio, passano da 101 nel 2023 a 64 nel 2025.
Dietro questi numeri emerge un’impostazione chiara: più strumenti, diversa distribuzione delle attività ma la sicurezza non è un’equazione matematica che si risolve con un algoritmo, ma un sentimento che nasce soprattutto vedendo una divisa sotto casa.
Le segnalazioni si concentrano su alcune aree della città.
Tra le richieste più ricorrenti, l’aumento della presenza sul territorio.
Anche il recente sondaggio promosso dalle consulte restituisce un quadro interessante.
Il 74% consiglierebbe di vivere a Legnano.
Il 65% non si sente sicuro di notte.
Due dati veri. Nello stesso sondaggio.
Evidentemente le due cose possono convivere.
La percezione dell’insicurezza, spesso, non nasce da chi vive nei quartieri. Ma da chi li attraversa.
Vale la pena ricordare che nel programma elettorale 2020 dell’attuale Giunta si leggeva chiaramente: «non solo telecamere, la prevenzione prima di tutto». Un’impostazione condivisibile — le telecamere servono, nessuno lo nega. Il punto è cosa manca accanto a loro. Cinque anni dopo, quella prevenzione si vede a fatica.
Duecentonovanta telecamere. Il 65% che non si sente sicuro di notte. Da qualche parte il segnale si perde tra un quartiere e un comunicato stampa.
Lettera firmata

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 12 Aprile 2026
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