Circolo socialisti: “Dalla diplomazia internazionale, con la mediazione vaticana, la risoluzione dei sanguinosi conflitti mondiali”

31 Agosto 2025
Nel’ arco di tempo dalla volontà e la realizzazione del fantastico ponte sullo stretto di Messina sogno del fu Presidente del governo italiano “ Silvio Berlusconi”, che unirà l’isola di Sicilia al continente, sono successi succederanno fatti , alcuni di essi, prevedibili e comprensibili, altri non prevedibili e non comprensibili o meglio dire non condivisibili da noi “Laici e Socialisti del Circolo Culturale Giacomo Matteotti Ovest Milano Metropoli” e poniamo ad osservazione le nostre riflessioni agli attenti lettori nel rispetto del pensiero altrui.
Come disse un grande statista una “libera chiesa” in un “libero Stato”, perciò ci permettiamo di dissentire pubblicamente, con tutto il rispetto, dell’unilateralismo in politica estera dal Pontefice Prevost.
Il Vaticano con la Santa Sede, da sempre fa politica estera, legittimamente, ma come accaduto in occasione della recente giornata mondiale della gioventù di Tor Vergata, pronunciarsi solo a favore dei giovani palestinesi ed ucraini è al quanto limitativo e ci permettiamo di dire non è del tutto ecumenico, per un fine pensatore come il Papa Leone XIV di formazione agostiniana. “I giovani russi e israeliani?”
Un nuovo macello sta mandando a morire in nome del fanatismo religioso e mire imperialistiche ragazzi e ragazze impegnati sui fronti.
Noi del Circolo Matteotti, da internazionalisti, ci auguriamo che la diplomazia internazionale, magari anche con la prestigiosa mediazione vaticana, possa portare alla risoluzione dei sanguinosi conflitti in atto sia in Europa che in Medio Oriente ed in tutto il resto del Pianeta.
Siamo solidali con tutti i giovani che sotto dittature fanatiche dal punto di vista religioso e politico, sono costretti ad uccidere e a farsi uccidere nel fascino della “resistenza e del martirio” in verità per il solo interesse di chi opprime il proprio popolo, accecati da un odio viscerale figlio di un vero oppio dei popoli come scrisse a suo tempo un illustre filosofo.
Nel nostro Paese in assemblea costituente, inserendo il concordato in Costituzione fu commesso un grave errore politico, dinnanzi a cui pochi riuscirono a mantenere la schiena diritta. Nel 1984 i Patti Lateranensi furono rinnovati dall’Onorevole Bettino Craxi, ma probabilmente si perse un’occasione storica per rivedere i rapporti tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica.
Un conto è la religione che ciascuno ha il diritto di professare liberamente, altro è far politica, scendendo nell’agone della contesa e siccome il dogma dell’infallibilità pontificia è da tempo fortemente tramandata, riteniamo doveroso fare una critica rispettosa, ma ferma e motivata invitando i cittadini a riflettere.
Alla annunciata occupazione militare della striscia di Gaza da parte di Beniamino Netanyahu , in parte non approvata in comunicati da stati costituenti L’ONU e le conseguenti dichiarazioni di alcuni Paesi il riconoscimento prossimo della Stato di Palestina e la contemporanea ,ora , la più chiara posizione della Lega Araba al disarmo di Hamas, il rilascio degli ostaggi, riconoscendo l’autorità all’ ANP dello stato palestinese. Posizione ben lontana da quella assunta il 14 di maggio 1948, primo di settembre del 1967, e ancora nel 2014 la totale avversione del riconoscimento dello Stato di Israele come stato ebraico . Ma pur vivendo in famiglia una contraddizione tutta loro, alcuni Paesi Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Sudan ,Marocco componenti la L.A, coltivando propri interessi avviarono pubblicamente rapporti economici e politici con l’odiato stato ebraico e mai presero una posizione chiara e concreta per definire confini per dare vita allo Stato di Palestina. Nel agosto 2023 furono sottoscritti i Patti D’ Abramo, patriarca riconosciuto per gli Ebrei per mezzo della discendenza del figlio Isacco e dagli arabi tramite la discendenza del figlio Ismaele. La nuova posizione porta con sé alcuni nodi da sciogliere in primis le diversità e gli interessi che la compongono ma accomunati dall’ anti-sionismo che li ha tenuti assieme ma dove la legittimità democratica resta fragile, si pensi al debole vento di maturazione delle primavere Arabe. Il fallimento dell’ipotesi di due popoli due stati, dal 1993 con gli accordi di Oslo ed i seguito dal summit di Camp David e dai negoziati di Taba, Israele non prevede più il riconoscimento di uno Stato di Palestina con la colonizzazione della Cisgiordania e annunciata annessione e occupazione militare della striscia di Gaza , questo insieme allontana la possibilità di definire territorialmente e politicamente lo stato di Palestina, con Gaza sotto Hamas , Ramal-lah sotto l’ ANP nell’ipotesi di uno Stato composto da autonomie territoriali. Non meno é la posizione del’ ANP che non ha ad oggi ancora deciso di riconoscere lo stato Ebraico d’ Israele rimanendo ambigua nei confronti della politica e delle azioni Di Hamas. La nuova posizione della L.A, chiede il disarmo di Ahmas e la liberazione degli ostaggi, il riconoscimento reciproco e il diritto di esistere come Stato sovrano dei due Popoli senza però entrare nel merito dei confini territoriali, senza scordarsi la questione della città di Gerusalemme rivendicata come propria dalle tre religioni monoteiste. E’ notizia di questi ultimi giorni che le Nazioni di Francia Canada e Regno Unito hanno annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina al’ ONU, mentre, Gazi Hamad, membro del Puliburt di Hamas su Aliazeera dichiara “ il potente colpo inferto a Israele il 7 0ttobre ha prodotto tre importantissimi risultati di portata storica ha innanzitutto riportato in auge la causa palestinese. Perché tutti gli Stati riconoscano la Palestina ora . Hamad continua, il risultato complessivo del 7 ottobre ha costretto il mondo ad aprire gli occhi sulla causa palestinese e ad agire con forza in tal senso. Il massacro come strategia è da tempo una pratica di Hamas come lo è stato nei tempi per altre organizzazioni politiche o religiose, è notevole così come schiettamente è sentirlo affermare con orgoglio, la vita umana è in subordine all’obbiettivo da raggiungere e vale meno di uno zero . I tre Paesi chiedono a Israele di accettare un accordo di cessare il fuoco, Israele l’ha già fatto Hamas lo rifiuta e non si siederà al tavolo delle trattative , preferendo l’ ostacolare l’ aiuto umanitario a Gaza, prolungando la sofferenza dei civili, l’ opinione pubblica occidentale ora riconosce e incolpa Israele per la fame a Gaza, un ottimo lavoro chiedere ad Hamas di consegnare le armi significa la fine della Resistenza e la fine della causa Palestinese, sempre lo stesso Hamad su Aljazeera ha dichiarato” lo faremo ancora e ancora” questo è meno pubblicizzato ma altrettanto significativa è stata la sua spiegazione “” siamo noi le vittime” Pertanto nessuno ci può biasimare per le cose che facciamo il 7 l’ 8 il 10 ottobre e tutto quello che faremo è giustificato e sarà giustificato, dall’ altra parte le affermazioni e le azioni di Netanyahu supportate dal’ estrema destra israeliana e del così detto”Israel’s Defense and Security forum” non sono di meno, tradotto in breve l’ occupazione militare della striscia di Gaza è un passo obbligato, non sono di meno le affermazioni se Gazi Hamad fosse il portavoce dei palestinesi di Hamas un tavolo di pace non sarebbe oggi possibile né credibile. Nemici si è e si rimane , un nuovo olocausto annunciato nel tempo e in atto, perseguito, di questo si tratta, confermato dalle due vittime di questi ultimi giorni del caldo sole di agosto del noto calciatore Suleiman al-Obeid meglio conosciuto come “ il Pelè Palestinese” ucciso con dei colpi di cannoni mentre attendeva gli aiuti umanitari , e quello di Anas al-Sharif corrispondente di Al Jazeera, colpito con un missile ad alta precisione per eliminare con esso un testimone chiave prima che sia in atto la soluzione finale (per non dimenticare la morte di questi ultimi giorni dei 5 giornalisti che Beniamyn definisce come errore), questo è il frutto e da l’ idea di cosa sia una guerra combattuta non da due eserciti contrapposti, ma, da un esercito contro un popolo con la missione di perseguire un massacro sia dal punto di vista quantitativo e qualitativo, basta ricordare che lo scorso anno il Ministro Smotric aveva affermato “ il futuro di Gerusalemme è quello di arrivare a Damasco” con ogni mezzo, a qualsiasi prezzo “così è scritto, così sia fatto”. Questa parte d’ Israele non vuole certamente la pace, ma vuole cancellare il futuro di un popolo , le sue aspettative di vita futura. Il rabbino Ronen Shaulov dichiara apertamente ”tutti i bambini di Gaza devono morire di fame” noi crediamo che un tavolo di pace presenziato da uomini appartenenti a queste culture non sia credibile per definire un accordo di pace e la convivenza futura dei due popoli.
Non si può proprio affermare che Donald John Trump non c’è la stia mettendo tutta , ( limitatamente alle sue capacità, interessi di parte) di lavorare nell’indirizzo di chiudere alla sua maniera, i due conflitti del secolo prima in medio oriente, oggi, il conflitto Russo Ucraino “ come? attivando più tavoli come se si trattasse di chiudere accordi commerciali, ma così non è… Questo ultimo conflitto ha radici profonde che partono da lontano ” e interessi di carattere politico, economico e religioso”, è bene chiarire e ricordare le ragioni e gli interessi, oseremmo dire che la sua natura sia più complessa o alla pari di quelle del conflitto in medio oriente, porta in dote interessi religiosi con la presenza delle due religioni monoteiste , non sono di poco conto i confini nazionali delle due Nazioni, i Russi rivendicano che in terra Ucraina vivano i Russi e che la storia riconosce quella terra come suolo Russo quindi di un unica Patria sotto il Cremlino, Gli Ucraini il diritto di Stato Sovrano con libertà di scelta dove stare e con chi stare sul palcoscenico internazionale, la paura degli Stati tra mar baltico e il polo nord di essere invasi e occupati dalle smanie del non più giovine zarino, di passare alla storia come colui che ha ripristinato gli storici confini della grande madre Russia, le ricchezze provenienti dal sottosuolo ucraino di ricchi giacimenti di terre rare oggi indispensabili per la nuova tecnologia per il monopolio “IA” , il declino della Francia indebitata che giorno per giorno aumenta il suo debito pubblico e chiama l’ Europa sotto la protezione dello scudo atomico francese, sono motivazioni sufficienti per continuare il martirio del popolo ucraino?, la risposta forse non c’é, ma cruda realtà è, che questa guerra dura da troppo tempo e ancora una volta chi sta pagando il prezzo più alto sono i civili da entrambe le parti di ogni età. Noi crediamo che la globalizzazione accompagnata dal’ innovazione tecnologica” l’ intelligenza artificiale” ha cambiato le regole e USA, RUSSIA, CINA, INDIA, REGNO UNITO L’ EUROPA e le religioni tranne per qualche rara eccezione, sembrerebbero concorrere alla gara per dettare le nuove regole per il controllo dell’ economia globale, questo insieme di cose rende complesso il processo di pace e forse sta qui la vera motivazione . Ma sotto il caldo sole e al chiaro della luna d’ agosto, John tira fuori dal suo cilindro il desiderato incontro con Vladimirovic per decidere il destino di Volodymyr Zelenskyj che si tiene in Alaska, facendo sperare al mondo intero un tenue spiraglio al processo di pace, ma che a pochi giorni dal vertice a tre, sembrerebbe svanire. Lo stesso presidente statunitense è il primo a fare marcia indietro, di fatto Donald annuncia alla comunità mondiale che non parteciperà al presunto incontro tra Putin e Zelenskyj , motivando che il suo lavoro per ora è sospeso nel’ attesa che i due protagonisti possano trovare un’ intesa per un accodo definitivo di pace, in poche parole il suo lavoro da buon mediatore lo ha svolto, ora tocca agli interessati fare il resto. La posizione del presidente USA non sembrerebbe impensierire né mosca né Kiev né tanto meno chi li sostiene ma è una sufficiente motivazione per Ursula e alleati di accelerare il processo di riarmo nel vecchio continente, il Cremlino puntualizza che gli accordi di alcuni giorni scorsi riferiti sulla sicurezza con gli Usa sono messi in discussione dall’ UE, avendo essa la pretesa di presenziare militarmente la terra ucraina, e che Zalenskyj a mandato scaduto non può essere il garante di un eventuale Accodo di pace. Noi socialisti del Circolo Culturale a Ovest di Milano Metropoli siamo convinti che i lavori di agosto non lasciano molto sperare per una conclusione veloce e serena , invitiamo tutte le forze democratiche ad avere le idee chiare e di unirsi per decidere insieme una mobilitazione universale che per raggiungere il cessate il fuoco nei 77 Paesi del pianeta. La pandemia del corona virus 19 non ha insegnato nulla ai potenti di all’ora, che sono gli stessi di oggi, che il nemico non sta nell’ uno contro l’ altro, ma che il vero nemico da combattere è un altro e proviene da un habitat diverso da quello umano .
Prendiamo lo spunto di un articolo di agosto promosso dall’ Osservatorio civico legnanese sulla vicenda della chiusura dello storico negozio di commercio di tessuti , nel centro cittadino a pochi passi di piazza San Magno, e degli articoli del avvocato Franco Brumana attualmente consigliere di opposizione al municipio legnanese su due temi, la questione Agma e l’ insediamento di pannelli solari in valle Olona, le voci di preoccupazione che quotidianamente in tema di sicurezza fisica e sanitaria viaggiano sui circuiti virtuali. Per rispetto alla storia questo processo di desertificazione di vendita al minuto come per molte altre attività di micro impresa non è di oggi, ma parte da lontano, si colloca nel periodo e declino industriale del territorio definito “l’ asso del Sempione” con la chiusura dei grandi insediamenti produttivi dovute da scelte imprenditoriali di delocalizzare la produzione in realtà più favorevoli costi minori, dagli investitori, prediligono i loro investimenti nel comparto della grande distribuzione a discapito della vendita al minuto, dalle politiche governative nazionali nella scelta di non sostegno al mondo impresa e di crescere servizi in generale nel Paese a favore del privato e a discapito del pubblico, nonché delle amministrazione locali che hanno saputo sviluppare una progettualità locale a sostegno delle attività, ricordiamo la chiusura di Euro Impresa ed Euro Lavoro dove le Municipalità erano tra i principali attori, e l’ attuale amministrazione meglio non ha saputo fare per invertire la rotta. Servirebbero per il futuro soggetti ammnistrativi che abbiano le idee chiare su cosa si deve fare per sviluppare un tessuto qualitativo di vita in questo territorio, contrariamente alla politica regionale di consumo a suolo zero, qua e la nascono installazione di pannelli solari in terreni agricoli e in valle olona la mancanza di una progettualità comune intercomunale, è il comune denominatore delle attuali amministrazioni locali.
Ci auguriamo che i cittadini alle prossime elezioni amministrative sappiano scegliere il meglio e non si facciano offuscare da idee fumose e da false promesse, ma che misurino i loro futuri amministratori dice quasi bene Lorenzo primo cittadino del municipio della città di Legnano “il programma” è determinante per una amministrazione, noi ricordiamo che la donna o l’uomo può fare la differenza.
Circolo Culturale
Socialista Giacomo Matteotti
Ovest Milano Metropoli
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